Ripartire dalla città, per la città. È questo il messaggio lanciato dalla riunione di venerdì sera, convocata dalle forze che negli ultimi dieci anni non hanno avuto responsabilità nel governo di Vicenza: un incontro che ha visto la partecipazione di delegazioni ai massimi livelli del Partito Democratico, di Vicenza Capoluogo, della Sinistra - l'Arcobaleno (SD, Verdi, PRC, PdCI), del Partito Socialista, di Italia dei Valori e del comitato Più Democrazia.
Estremamente positivo, e unitario, il clima respirato nel corso del confronto. Comune la diagnosi: dopo dieci anni di amministrazione Hüllweck Vicenza soffre un preoccupante stallo sociale, ambientale, urbanistico, culturale, di sviluppo, di legalità, di partecipazione democratica. Comune anche l'individuazione della cura: un percorso di rilancio delle energie soffocate in questi anni, che restituisca la parola alle voci dei cittadini e delle realtà associative e rappresentative, largamente ignorate dalla politica espressa dal centrodestra.
«Si tratta di un primo, e storico, passaggio - sottolineano le forze coinvolte - Era di fondamentale importanza trovare un accordo sul metodo, perché nella costruzione di un progetto innovativo il metodo è sostanza. Vicenza oggi è una città che non respira più futuro: dopo anni in cui è stata soffocata, vogliamo che la sua voce possa tornare a parlare. Noi la ascolteremo».
Il primo elemento di accordo tra le forze politiche di opposizione parte proprio da qui: il varo di un'inedita operazione-ascolto, in cui a "salire in cattedra" saranno non i partiti ma i cittadini, le categorie, le diverse e numerose realtà associative del ricchissimo tessuto sociale vicentino. Fissate anche le date: l'8 e il 9 febbraio la città sarà invitata ad esprimersi sui suoi molti nodi irrisolti. Dai grandi temi urbanistici e infrastrutturali alla mobilità e all'inquinamento, dalle politiche sociali a quelle culturali e turistiche, alla partecipazione attiva dei cittadini, passando per i problemi dei quartieri, per approdare alla ridefinizione del ruolo di Vicenza: capoluogo oggi solo formale, incapace di proiettarsi ai livelli provinciale, regionale, europeo, ridotta ai margini della rete di relazioni che invece vede protagoniste altre città di analoga grandezza.
Piena intesa anche sul percorso tracciato: dopo la prima fase dedicata all'ascolto della città e delle sue domande, si procederà alla definizione di una "piattaforma per il governo di Vicenza", imperniata su alcune idee-guida. Solo da qui nasceranno le alleanze per offrire alla città un progetto alternativo di governo. Le forze che condivideranno questa piattaforma parteciperanno alla seconda fase: le elezioni primarie per la scelta del candidato sindaco, per la prima volta nella storia di Vicenza. Impegnandosi a sostenere unitariamente il candidato che uscirà vincitore dalle primarie, nella prima metà di marzo.
Pubblicato il 13/01/2008
Etichette: progetto per vicenza primarie
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