Assurdo il rimpallo sul Dal Molin: ne esce sconfitta la politica
Chi avrà il coraggio di fare il primo passo non potrà che trovare il consenso di gran parte dei vicentini.Assurdo questo rimpallo tra Governo e Comune su chi deve esprimersi in merito alla costruzione della nuova base militare americana all'aeroporto Dal Molin.Ancora una volta la politica dà una cattiva immagine di sé con il conseguente allontanamento dei cittadini dalla classe dirigente attuale di ambedue gli schieramenti. Nessuno che abbia il coraggio di esprimere chiaramente quella che è la sua reale posizione in merito a questo problema che non può essere relegato ad una questione territoriale.La nostra costituzione dà allo Stato il compito di intervenire in materia di politica estera e di rapporti internazionali tanto che le basi militari americane presenti nel nostro territorio nazionale sono state realizzate attraverso accordi segreti tra il Governo italiano e quello americano. Neppure al Parlamento è stato consentito di venire a conoscenza dei contenuti di questi accordi.Se è chiaro l'atteggiamento possibilista dell'Amministrazione Comunale di Vicenza nell'accogliere positivamente la richiesta dei militari americani, riscontrabile dalle dichiarazioni fatte negli ultimi anni dallo stesso Sindaco e da altri Assessori e soprattutto dal via libera dato dall'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi affinché si procedesse a definire un progetto - progetto presentato allo stesso Consiglio Comunale - non abbiamo ancora sentito una posizione chiara ed esplicita del Governo che continua, giustamente, a chiedere la concertazione degli Enti Locali ma non fornisce alcuna indicazione di tipo politico che possa inquadrare la questione in un contesto più serio.Se il Governo di centrosinistra vuole, come credo e come è scritto nello stesso programma dell'Unione, impostare una politica internazionale diversa rispetto al Governo precedente deve, soprattutto qui nel Nordest, dialogare, spiegare, far riflettere gli Enti Locali e i cittadini affinché cresca una cultura amministrativa diversa.Ciò si rende ancor più necessario quando vediamo un centrodestra vicentino che affronta la questione della nuova base militare americana esclusivamente dal punto di vista economico e dai vantaggi che la comunità locale potrebbe eventualmente ricavarne.Stiamo assistendo ad un assurdo braccio di ferro: qualora il Comune di Vicenza si pronunciasse per il sì, il Governo confermerebbe tale scelta? Se sì, non risponderebbe all'inequivocabile presa di posizione del centrosinistra vicentino e tradirebbe così i suoi elettori allontanando ancor di più Roma dal Veneto. Se invece si pronunciasse per il no, si troverebbe con l'imbarazzo di dover proseguire da solo su una strada in cui invece insiste si debba camminare insieme anche agli Enti locali (la concertazione).Ancora una volta si pone infine la questione del metodo: è l'incontro, la relazione diretta, il guardarsi in viso, il primo e il più efficace strumento di comunicazione. Il problema delle basi americane sul nostro territorio per la complessità delle questioni che solleva (l'occupazione, la sicurezza, l'urbanistica, l'ambiente, la mobilità) va affrontato non solo attraverso lettere e fax, ma soprattutto attraverso l'incontro. Chi avrà il coraggio di fare il primo passo non potrà che trovare il consenso di gran parte dei vicentini.Giovanni GiuliariCapogruppo consiliare
Pubblicato il 16/09/2006
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