Ci troviamo oggi ad iniziare un dibattito per l'approvazione del primo bilancio di previsione della nuova amministrazione. E' un documento importante dove si tracciano le linee di quello che sarà il futuro della città. Ecco allora che dobbiamo procedere con prudenza, attenzione e partecipazione e lungimiranza. Si prospetta un anno difficile per la comunità locale in generale e per molte famiglie in particolare: crescita zero, elevato livello di pressione fiscale, bassi salari e aumento della disoccupazione, ridotto accesso al credito bancario che acuiranno lo stato di malessere sociale e di complessivo impoverimento. Questa crisi aumenterà la precarietà, il bisogno e la povertà; il fabbisogno di welfare crescerà. Tutto questo avrà ripercussione sulla spesa sociale e la sua distribuzione. Il disagio sociale crescerà e di pari passo anche la domanda verso il Comune che è l'Istituzione più vicina al cittadino. Ma le risorse a disposizione dei comuni decrescono con tagli impressionanti, sono ogni anno di meno. Si ragiona per numeri, per risparmi ma non si pensa al cittadino, ai suoi bisogni, alla sua tutela, alla sua sicurezza, alla sua formazione. I Comuni vivono una situazione drammatica causata dalle minori disponibilità finanziarie a disposizione. Come denunciato negli anni precedenti, anche per l'anno 2009 dobbiamo registrare minori trasferimenti dal fondo statale, la riduzione del fondo per le politiche sociali e in particolare, per la sua gravità politica ed economica, la mancata copertura integrale delle entrate per ICI prima casa abolita dal governo. Politicamente la questione ICI contrasta con le proposte sul Federalismo annullando l'autonomia dei Comuni su una entrata significativa del proprio bilancio. Così come l'imposizione del blocco delle entrate fiscali (addizionale - ICI) sa di manovra centralistica e non certo di decentramento/federalismo. Alle minori entrate si aggiungono le maggiori spese dovute a situazioni estranee alle scelte dell'Amministrazione: l'aumento dei costi per spese generali (energia elettrica, riscaldamento, generi alimentari, telefono ecc.), la copertura del rinnovo del contratto per i dipendenti (si calcola circa il 3% in più), la spesa per l'organizzazione delle elezioni amministrative della prossima primavera. Data questa situazione generale è stato davvero difficile impostare un Bilancio preventivo, e si impongono delle scelte. In queste scelte entra la politica, e in una visione di noi civici, dovrebbero entrare direttamente anche i cittadini, le associazioni e tutte le realtà che costituiscono il tessuto sociale della nostra comunità. Il metodo anche questa volta si è rivelato coerente: il bilancio è frutto del lavoro degli assessori che hanno ascoltato noi consiglieri di maggioranza. Oggi ascolteremo nel dibattito anche le proposte della minoranza, le critiche e le osservazioni. Da parte nostra, lo avete già notato, c'è molta attenzione nel prendere in considerazione i vostri emendamenti sempre che il dibattito rimanga su toni costruttivi, che si parta sempre dai bisogni dei cittadini e dalla ricerca del bene comune. Vi invitiamo a non esagerare nel gioco delle parti e nelle critiche sterili, e ci appelliamo anche al vostro senso di responsabilità che in questi tempi difficili da governare deve prevalere. Una città deve poter creare valori, e fornire ai cittadini le occasioni per crescere, per migliorare la qualità della loro vita pensando non solo alla pancia, ma anche al cuore e alla testa. Lentamente possiamo migliorare il nostro stile di vita, ricercare la felicità non solo nel benessere economico, ma nella cura della nostra cultura, delle nostre relazioni, nel metterci al servizio della comunità. Possiamo cogliere l'opportunità di questa decrescita che stiamo attraversando per cercare di renderla più "felice", più umana. Dobbiamo guidare i cittadini a riscoprire l'importanza delle risorse, economiche, energetiche ambientali e sociali. Ecco allora che questo bilancio, povero nella quantità dei fondi a disposizione, trova un'anima nell'impegno sociale, dove non è stata tagliato nulla. Crediamo che Vicenza sia una città generosa, e che capisca la scelta di stare dalla parte di chi ne ha più bisogno. Questo bilancio è anche "sincero", cercando di non sopravvalutare alienazioni o sottostimare capitoli di spesa. Emerge forte anche qui come detto prima una sempre minore importanza che lo stato centrale affida alle autonomie locali. Speriamo che presto si possa arrivare ad una vera riforma federalista, nei fatti e non solo negli slogan, che riporti al centro della vita politica i soggetti che anno il rapporto più vicino alle persone che vivono il nostro territorio. Grazie.
Pubblicato il 16/03/2009
Etichette: bilancio zanetti filippo
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