Blocco del traffico: ci vuole un piano urbano della mobilita' con i comuni contermini

Per Vicenza Capoluogo "il modo per andare più in fretta è rallentare".Noi non ci ritroviamo nell'idea del "test" o dell'evento sperimentale e non condividiamo che queste azioni, impegnative per la città, siano fatte senza alcuna finalità educativa e senza l'obiettivo di ottenere un cambiamento di comportamenti e modi di pensare rispetto all'uso dell'auto.Cambiare costa e non è una cosa facile, ma cambiare è necessario. Solo un percorso educativo e partecipato può portare la città non tanto ad un blocco, ma ad uno sblocco: sblocco dalle nostre abitudini, pigrizie, superficialità, luoghi comuni, egoismi. Noi tutti dobbiamo pensare a costruire un percorso che tuteli la salute non solo di qualcuno e per una settimana, ma di tutti e per tutti i giorni dell'anno, per il futuro dei nostri figli e delle generazioni a venire.La stessa riconversione spinta del parco auto e l'eliminazione delle emissioni, non risolveranno il problema: l'inquinamento è solo uno delle conseguenze negative generate dall'uso dell'automobile. La congestione delle strade, le vittime degli incidenti (oltre 6.000 l'anno in Italia) e l'occupazione degli spazi pubblici (piazze, strade, marciapiedi) restano fenomeni gravi che nessun veicolo ad emissione zero potrà eliminare. Dopo questo test non dovremmo aver alcun dubbio se continuare o meno una politica di miglior utilizzo dell'auto ed uno sviluppo della mobilità sostenibile: ma siamo proprio convinti che i dati che arriveranno ci faranno cambiare idea sulla necessità di accrescere in modo significativo la quota modale del trasporto collettivo e di restituire ai cittadini gli spazi della città già occupati dalle automobili? Ci auguriamo che l'assessore Cicero, grazie anche ai contributi economici che il sottosegretario Stefani sembra aver promesso al sindaco, sviluppi un serio progetto di mobilità che, a nostro parere, dovrà necessariamente coordinarsi con le politiche urbanistiche dell'Assessore Franzina. Per questo in consiglio comunale abbiamo proposto una politica lungimirante che coinvolga i Comuni limitrofi e che si traduca nell'elaborazione del Piano Urbano della Mobilità (il P.U.M.), lo strumento oggigiorno più coerente tra la politica urbanistica e il sistema dei trasporti, fondato su un insieme di investimenti e di innovazioni organizzative-gestionali da attuarsi in un definito arco temporale. Facciamo assieme ai Comuni contermini e raccogliamo fondi per il Piano Urbano della Mobilità.Se a questo blocco fossimo arrivati dopo avere già sperimentato in termini di servizi pubblici, di iniziative ricreative e manifestazioni di richiamo, alcuni fine settimana (sabato, domenica e lunedì) supportati anche da azioni di educazione e sensibilizzazione fatte magari degli stessi assessori comunali nelle scuole della città e dalla sperimentazione di nuove modalità di trasporto, noi oggi non avremmo alcuna paura e difficoltà di fermarci per una settimana intera: è ciò che non conosciamo che ci fa paura. Invece di un blocco avremmo festeggiato come società vicentina la settimana della mobilità alternativa, avremmo preso dimestichezza con il tram, la bicicletta, il taxi, le piste ciclabili..., sperimentando nuove forme di trasporto. Tutti siamo chiamati a collaborare con l'Ente locale, ma ci deve essere un progetto chiaro e possibilmente condiviso. E' arrivato il momento per noi tutti, se vogliamo, di "vivere la città", di riconquistarla. Per far questo è importante che i nostri anziani raccontino ai più giovani quanto bello era giocare per la strada a nascondino nelle serate estive, andare a caccia di lucciole negli orti della città, costruire capanne lungo i fossati o nei fazzoletti di verde, parlare con gli artigiani e i negozianti nelle piazze e nelle strade. L'automobile non può farci perdere i valori più belli della nostra comunità, l'automobile non può rovinarci dentro, l'automobile non può continuare ad uccidere tanti giovani nei sabato sera, l'automobile non può diventare un problema. Per questo, con la nostra Associazione civica, da alcuni mesi abbiamo promosso in città la campagna di educazione civica "A Vicenza faccio senza", iniziativa finalizzata al corretto uso dell'automobile.Cerchiamo di riconquistare quindi la città, prima possibile, e per far questo crediamo vero quello che dicono i saggi buddisti: "il modo per andare più in fretta è rallentare". Viviamo questo blocco e, ne siamo convinti, i prossimi blocchi che verranno, come il momento propizio per apportare un cambiamento alle nostre abitudini, alle nostre politiche. Compiamo un salto di qualità verso una città nuova, amichevole, conviviale, sostenibile e con giustizia per tutti.

Pubblicato il 06/02/2005

Etichette: mobilità


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