Caro Variati, tanti altri sono i silenzi.
L'Europa si costruisce anche affrontando la questione della base militare americana.Troppi sono i silenzi della politica attorno alla nuova base americana all'aeroporto Dal Molin e fa bene l'ex-sindaco di Vicenza Achille Variati chiedere a Hullweck di informare la città senza reticenze e paure, ma altrettanto grave sarebbe se le forze politiche della città e lo stesso governo nazionale continuassero a calare il silenzio sulla questione che noi riteniamo fondamentale e che è propedeutica a qualsiasi altre riflessione: ha ancora senso oggi favorire l'allargamento delle basi americane sul territorio nazionale? La situazione storica e geopolitica che negli anni 50 ha portato l'insediamento nella nostra città di una base militare americana è completamente diversa rispetto la situazione attuale, così com'è diverso da allora lo stesso ruolo assunto dagli Stati Uniti nello scenario internazionale. La presenza delle basi militari americane nel nostro paese è legata, infatti, alla conclusione della seconda guerra mondiale: l'Italia ne uscì sconfitta sul piano militare e si trovò fra i due blocchi destinati ad egemonizzare la politica internazionale per i successivi 50 anni. In questi 50 anni è cambiata anche l'Europa, è caduto il muro di Berlino, è nata l'Unione Europea, è stata coniata un'unica moneta ed è in questa direzione che dovremmo indirizzare i nostri sguardi. In una situazione internazionale grave e difficile, in cui la nostra sicurezza è minata in ogni parte del pianeta, diventa sempre più determinante la presenza di nuovi soggetti capaci di dare vita a percorsi coraggiosi di diplomazia internazionale e di nuove modalità per la soluzione dei conflitti. C'è sempre più bisogno di credere e di costruire, insieme, l'Europa. C'è sempre più bisogno di Europa.Se la questione Dal Molin si concludesse con un progetto a un minor impatto ambientale, con la sicurezza da parte del governo americano che non ci saranno armamenti, con un'informazione precisa e trasparente del sindaco alla cittadinanza, saremmo proprio sicuri di aver fatto la scelta migliore?L'impegno politico deve possedere una tensione ideale, un disegno di uomo e di società fondato su valori di giustizia, solidarietà, crescita civile nella condivisione del bene e per il bene dell'intera collettività. Un impegno che deve sapersi coniugare con le mutate situazioni internazionali ed indirizzarsi in maniera tale da aiutare la comunità civile a fare un passo in avanti e coerente con gli obiettivi che lei stessa si è data. Il nostro Paese e la nostra città vogliono contribuire a far crescere l'Europa, nella consapevolezza che per affrontare le sfide della globalizzazione è necessaria una serie di politiche che devono essere condotte prioritariamente a livello comunitario, anche quelle riguardanti il tema della difesa europea.Per amore dell'Europa, per la nostra appartenenza all'Unione Europea dovremmo dire no alla nuova base americana a Vicenza, convinti che la storia non è fatta solo dai grandi, ma anche da quei piccoli gesti di uomini e donne che sanno mettere in discussione, con intelligenza e coraggio, trattati di cinquantanni fa, alla luce di uno scenario internazionale completamente diverso e che richiede una più efficace presenza dell'Europa. Troppi silenzi sull'Europa, troppi silenzi della politica sull'Europa. Troppi silenzi dei nostri europarlamentari vicentini.Giovanni GiuliariCapogruppo consiliare Lista civica Vicenza Capoluogo
Pubblicato il 06/07/2006
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