CHI NON HA CHIARITO E' STATO PRODIAl Sindaco la responsabilità di non essersi confrontato con la città.Ora bisogna ridiscutere con il governo americano gli accordi sottoscritti 60 anni faSolo in questi ultimi giorni stanno emergendo informazioni e notizie che sarebbero state invece utili e fondamentali avere molto prima al fine di evitare alla città questa lacerazione.La prima notizia chiarita è che, contrariamente a quello che avevano sempre sostenuto il Sindaco Hullweck e il Ministro della Difesa Parisi, c'era un impegno ben preciso e formale tra il governo Berlusconi e il governo americano. Abbiamo infatti letto su un quotidiano un'intervista all'on. Martino, allora Ministro della Difesa del governo Berlusconi, che testualmente afferma "Per noi era un fatto scontato, doveroso. Quando il Capo di Stato maggiore mi portò un appunto in tal senso concessi senza problemi l'autorizzazione a procedere". E un altro quotidiano ha riportato le seguenti dichiarazioni dell'attuale sottosegretario alla Difesa Lorenzo Fornacieri. "Il precedente governo aveva dato formale assenso al progetto con una lettera dell'Ufficio del Ministro per la Difesa all'Amministrazione USA, lettera che io ho visto, rinviando solo la definizione delle questioni di ordine tecnico".Emerge quindi il naturale interrogativo del perchè i nostri politici e amministratori abbiano taciuto? Perchè il Sindaco Hullweck non abbia detto come stavano esattamente le cose? Perchè, prima di muoversi con il governo, non abbia coinvolto il Consiglio Comunale della città sulla richiesta avanzata dal governo americano? Perchè non abbia analizzato la questione anche con il Comune di Caldogno e gli altri comuni contermini?Se tale comportamento non sorprende, considerato che è l'ennesima riprova di come il centrodestra intende il suo modo di fare politica ed amministrazione, amareggia e delude il successivo comportamento assunto dal governo Prodi.Il lungo tergiversare, le risposte ambigue date dal Ministro della difesa, non possono essere state dettate che da quella che è la preoccupante situazione della coalizione che governa il Paese, sempre più condizionata dall'ala radicale.Diciamo questo perchè illuminante è la risposta data dal giurista prof. Cassese ad un quotidiano nazionale lo scorso 17 gennaio che lo intervistava a proposito del via libera dato da Berlusconi: "L'assenso dato dal primo ministro a uno Stato estero è vincolante, ancorchè si tratti di un sì formale. Per questo la scelta di Silvio Berlusconi, se non formulata in modo vago, ma preciso, rappresentava un impegno che anche l'attuale governo doveva rispettare...gli accordi internazionali prescindono dal governo che è in carica e vincolano lo Stato come tale".Se ci siamo sentiti traditi dal Sindaco e dal presidente del Consiglio Berlusconi che non hanno voluto dialogare e confrontarsi con il Consiglio comunale e con la comunità locale, ci sentiamo presi in giro anche dall'attuale governo incapace di gestire con chiarezza e trasparenza una decisione già presa. Non solo, ci chiediamo dov'erano e che opposizione stavano facendo quando Berlusconi dava il via libera all'operazione. Quale azione di controllo e di vigilanza è stata fatta su una questione così delicata di politica internazionale?Era noto a tutti come il governo di centrodestra, anziché puntare ad un ruolo dell'Unione Europa, cercava di rafforzare l'unilateralismo dell'America. Perchè non si è vigilato? Com'è stato possibile che Berlusconi potesse prendere, in accordo con il sindaco Hullweck, una decisione così importante senza alcun confronto con il Parlamento?Questo modo di governare, questo stile di amministrare stanno allontanando sempre più i cittadini dalla politica. Una politica che nasconde le informazioni e le notizie, che svicola ed evita il confronto democratico, che non ascolta i cittadini, contribuisce ed alimenta tensioni sociali, sfiducia nel cambiamento, pessimismo nel futuro.Dobbiamo cambiare e proporre progetti nuovi, programmi concreti, persone affidabili. Questa "nuova" politica dovrà innanzitutto ridiscutere con il governo americano gli accordi sottoscritti 60 anni fa, portando l'Unione Europea e la stessa America a ricollocarsi in uno scenario internazionale completamente cambiato.L'Italia e l'Unione Europea devono infatti passare da un ruolo di dipendenza ad un rapporto più paritario con gli Stati Uniti. Loro stessi hanno l'interesse che l'Unione Europea cresca e si rafforzi.La comunità americana non deve pertanto vivere con disagio questa ampia volontà dei vicentini di non volere la nuova base militare al Dal Molin.C'è bisogno di una rinnovata partnership euro-americana fondata su valori condivisi, ma anche rispettosa dei nostri diversi stili e modi di fare politica estera. Giovanni GiuliariCapogruppo consiliareLista civica Vicenza Capoluogo
Pubblicato il 19/01/2007
Etichette: dal molin unione europea
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