Centro Torri: Hullweck, Marchioro, Dal lago muovetevi!
La lista Civica Vicenza Capoluogo sollecita il gioco di squadra prima del Piano Industriale di Intesa San Paolo.E' noto come le banche siano state uno dei principali attori dello sviluppo del nostro territorio. Il direttore di banca si è trovato più volte a dare fiducia ad un contadino oppure ad un artigiano finanziando così lo sviluppo di progetti ed iniziative imprenditoriali che hanno consentito il miracolo del Nordest.Questo sviluppo è stato merito anche delle Associazioni di rappresentanza e dei sindaci del nostri paesi e città che hanno saputo localizzare le imprese con i piani regolatori ed offrire servizi a supporto dell'economia locale.L'alleanza sindaco-direttore di banca-associazione di categoria è stata quindi strategica per lo sviluppo della nostra città di Vicenza e per tutto il territorio provinciale.In questo gioco di squadra è stata particolarmente significativa la presenza della Banca Cattolica del Veneto che, pur con le diverse fusioni avvenute in questi ultimi anni, è rimasta ancora nel ricordo collettivo tanto che molti vicentini la continuano chiamare così nonostante sia oggi diventata "Intesa San Paolo".Dispiace quindi constatare che, a tre mesi dalla fusione tra Intesa e San Paolo, che ha privilegiato il Centro Elaborazione Dati di Moncalieri (TO), nessuno amministratore - né il Sindaco di Vicenza, né quello di Torri di Quartesolo, né tantomeno la Presidente della provincia – e neppure le Associazioni di rappresentanza delle imprese abbiamo manifestato la loro preoccupazione per il futuro del Centro Torri.Una stessa nostra interrogazione inviata al sindaco Hullweck il 4 gennaio scorso non ha avuto ancora alcuna risposta, mentre i sindacati hanno già lanciato l'allarme perché nei prossimi tre anni rischiano di perdere il loro posto di lavoro i 500 dipendenti di quello che era considerato da tutti come uno dei centri di eccellenza del nostro territorio.Perdere il Centro Torri significherebbe un ulteriore impoverimento della nostra comunità vicentina che nell'ultimo anno ha visto perdere anche altri servizi importanti per il territorio e le imprese quali la Banca d'Italia, l'Agenzia delle entrate, la Scuola di polizia.Se il Comune "è in primo luogo un soggetto politico il cui compito è quello di rappresentare la comunità locale, curarne gli interessi, promuoverne lo sviluppo" (queste le testuali parole che si leggono nel decreto legislativo 267 del 2000 che regolamenta gli enti locali) è auspicabile un urgente ed immediato intervento degli amministratori locali interessati (Vicenza, Torri di Quartesolo, Provincia) affinché il prossimo Piano industriale di Intesa San Paolo consideri anche le esigenze e le specificità del nostro territorio, salvaguardi e tuteli le professionalità di molti lavoratori, consulenti ed aziende vicentine.Bisogna pertanto ritornare a credere nella forza dell'alleanza "sindaco-direttore di banca-associazione di categoria" convinti che le trasformazioni in atto, anche quelle che riguardano la grande finanza, non possono essere gestite da uno solo di questi attori.E' attraverso il dialogo continuo e la condivisione dei processi di cambiamento che investono prima o poi tutti questi attori che si potrà rilanciare con successo e slancio la nostra economia e lo sviluppo del territorio.Sta comunque alla politica a fare il primo passo, non solo per salvaguardare i posti di lavoro, ma anche per concorrere ad un Piano Industriale che Intesa San Paolo può sviluppare a favore delle imprese e della comunità vicentina. E' questo il ruolo che una città capoluogo può svolgere.Il tempo oramai è strettissimo, ma se c'è la volontà politica non andranno persi i valori e la professionalità di quanti, iniziando a lavorare nella Banca Cattolica del Veneto, hanno saputo scrivere una pagina importante di questi trent'anni di storia economica e finanziaria di Vicenza e del Vicentino.Giovanni GiuliariCapogruppo ConsiliareLista Civica Vicenza Capoluogo
Pubblicato il 02/04/2007
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