Crisi di giunta: il mandato va rimesso nelle mani del sindaco e non in quelle dei segretari di partito

Sta ritornando il vecchio modo di governare. Sembra che i partiti del centrodestra non vogliano accettare la legge sull'elezione diretta del Sindaco e da mesi cerchino di reintrodurre quelle vecchie e superate modalità di amministrare le città in cui un sindaco era continuamente ostaggio delle segreterie dei partiti e l'attività amministrativa era sistematicamente paralizzata. Non dobbiamo dimenticare il governo locale che ha caratterizzato la storia della nostra Repubblica fino agli anni '90: il dominio assoluto dei partiti e delle loro segreterie condizionavano in maniera determinante la composizione dei consigli comunali e delle stesse giunte. La solidarietà di giunta era molto bassa e molti erano gli assessori che esprimevano pubblicamente le critiche e le divergenze nei confronti del sindaco e delle altre componenti le coalizioni. Se nel corso del mandato mutavano gli equilibri e i compromessi, si potevano cambiare il sindaco e la giunta e magari le stesse alleanze di governo.Su questo sistema in profonda crisi, è nata la legge sulla elezione diretta del sindaco che ha consentito l'individuazione di una responsabilità personale, la formazione di una squadra sotto la responsabilità di chi guida l'esperienza di governo, il legame con una maggioranza politica, ma anche l'autonomia rispetto a questa maggioranza, l'individuazione di un programma chiaro sul quale si chiede il voto e poi se ne verifica l'attuazione, la stabilità di mandato.E' stata una vera e propria rivoluzione che però continua ad essere minacciata da chi vuole tornare al passato.Non ha alcun senso che gli Assessori rimettano il proprio mandato nelle mani dei segretari di partito: non sono loro ad averli nominati in Giunta, ma il Sindaco. Se qualcuno agisce in questo modo dimostra di non aver risposto con coerenza al rapporto fiduciario richiestogli dal sindaco e di non avere lavorato per la squadra. Quanto sta succedendo in questi giorni è la dimostrazione più evidente della mancanza di leadership del sindaco e della sua incapacità di costruire una Giunta compatta, collegiale e coesa.Ci sorge il dubbio che il sindaco stia costruendo una vera e propria strategia per preparare le sue dimissioni in vista di una eventuale sua candidatura alle prossime elezioni politiche del 2006. Invitiamo invece il sindaco a non "usare la città" per le proprie ambizioni personali, ma ad adoperarsi affinché la sua legislatura abbia a concludersi regolarmente nel 2008. Richiami i suoi assessori ad un comportamento più leale ed eventualmente li sostituisca. Eviti di impegolarsi nelle vicende interne ai singoli partiti, a partire dal suo. Se è giusto che un sindaco ascolti i segretari di partito, dia la massima attenzione ai loro orientamenti, indirizzi, proposte, è pur vero che egli deve anche difendere la sua autonomia.Invece di mettere in difficoltà Hullweck, le segreterie dei partiti si impegnino di più nel parlare con i loro iscritti, nell'aprire le loro sedi alla gente, nel favorire la partecipazione politica dei cittadini. Solo così la politica guadagnerebbe in qualità e in consenso.

Pubblicato il 21/03/2005

Etichette: consiglio comunale


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