Domenica di Vicenza

Nota biograficaHo 47 anni, sposato con Donatella (insegnante), padre di tre figli (Francesco 22 anni studente Scienze sociologiche, Andrea 20 anni studente Scienze della comunicazione, Chiara 12 anni studente scuola media Muttoni).Abito a Vicenza nel quartiere di S.Pietro, da 23 anni lavoro presso l'Associazione Artigiani della provincia di Vicenza. Iscritto all'Azione Cattolica, sono stato tra i primi obiettori di coscienza della Caritas Vicentina. Sono cresciuto nel movimento scout Agesci.Sono membro della segreteria e del Consiglio pastorale diocesano.Mi piace l'attività all'aria aperta, in particolare fare lunghe passeggiate e giri in bicicletta.Sono particolarmente attratto dagli scritti e dalla storia di Gandhi e Martin Luther King; la mia formazione sia è basata principalmente sui testi di don Lorenzo Milani, don Tonino Bello, Carlo Carretto, padre Bartolomeo Sorge.Leggo volentieri Mario Rigoni Stern, Tolstoj, Hugo, Dostoevskij, saggi e diverse riviste di informazione alternativa.Sono appassionato di basket e seguo particolarmente mio figlio Andrea nel campionato di serie D (Vicenza basket giovane).Mio nonno Giovanni è stato Presidente dell'Amministrazione Provinciale e sindaco del Comune di Montecchio Maggiore. Mio papà Angelo è stato Presidente diocesano dell'Azione Cattolica. Mio zio Francesco è stato due volte parlamentare (DC e Verdi)

1. Giovanni Giuliari, la stimola o la preoccupa questa corsa ""durissima"" alla candidatura nell'Ulivo?Nel momento in cui mi viene posta questa domanda non so ancora se il Centrosinistra ha scelto il proprio candidato. Personalmente non mi sono mai sentito un candidato in corsa, ma un cittadino che con molti amici vuole dare il proprio contributo ai partiti e alla stessa società civile affinché Vicenza possa scegliere nel modo migliore il futuro sindaco della città. E' un'esperienza che ci appassiona e che ci fa scoprire come tante persone abbiano voglia di dare il proprio contributo di idee e di valori alla costruzione della città. E' un'esperienza quindi entusiasmante e per certi versi divertente. Ci stiamo impegnando con fiducia e serenità.

2. Non pensa che questa incertezza indebolisca alla fine la coalizione?Sono convinto che è soprattutto attraverso i momenti difficili che si continua a crescere e migliorare. Le divisioni e le incertezze presenti in tutti i due gli schieramenti, sono comprensibili: i partiti stanno attraversando un momento difficile in quanto non riescono più a dialogare con la gente. Chi saprà trovare strumenti, linguaggi e persone nuove sarà in grado di far ritornare la passione politica anche nella nostra città. Al riguardo mi pare che in questa direzione nelle ultime settimane si sia mosso con più convinzione il centrosinistra piuttosto che il centrodestra. Se si continua su questa strada la coalizione sarà sicuramente più unita e forte.

3. Lei correrà comunque da solo? E se sì con quali obiettivi? Come si colloca lei nell'Ulivo?La nostra proposta nasce per essere al servizio della città, è una proposta autonoma ma finalizzata ad unire.Siamo cittadini variamente impegnati e seriamente interessati alle vicende sociali e civili della nostra città, desiderosi di lavorare ad una sua ricomposizione sociale e culturale, cogestita dalla stessa società civile.Questa ricomposizione va attuata dando spazio alle forze presenti sul territorio, ai movimenti, ai centri culturali, alle associazioni imprenditoriali ed ai mondi vitali nonché alla composita realtà del terzo settore e del volontariato. E' importante che i cittadini vivano uniti accettando le diversità e, a partire da quanto li unisce, li spinga a costruire una città diversa.Non ha alcun senso correre da soli in un momento in cui tutti avvertiamo la necessità di unire le nostre forze ed energie per costruire il futuro di Vicenza. Per questo abbiamo promosso la costituzione dell'Associazione Civica ""Vicenza capoluogo"" che presenteremo a fine mese e che vuole contribuire a creare in città una nuova cultura politica che vada oltre all'appuntamento elettorale.Il grande consenso che stiamo raccogliendo aiuterà anche l'Ulivo ad aprirsi alle nuove istanze e sono convinto che il centrosinistra si presenterà con un unico candidato sindaco e che tutti ci impegneremo a proporre alla città un unico progetto capace di attrarre anche nuovi elettori e di far ritornare la gente a votare.

4. C'è una parte della Margherita che la teme perché toglierà loro consensi: che dice?Non si tratta di togliere consensi alla Margherita, ai DS, ai Verdi o a qualche altra formazione politica, ma di proporre alla città ideali e persone che sappiano esprimere un progetto politico finalizzato al bene comune e soprattutto in grado di favorire la partecipazione diretta dei cittadini, la trasparenza degli atti amministrativi, il funzionamento degli organi amministrativi. Sono convinto che in tutti i partiti ci sono persone capaci di esprimere tutto ciò e soprattutto disposte a lavorare insieme per il bene della città.

5. Lei ha intenzione di essere riferimento anche di una vasta area di associazionismo cattolico: come si porrà di fronte alla scelta di poter eventualmente coabitare con rifondazione comunista?Credo fermamente nel rispetto della laicità della politica e che gli avvenimenti di questi ultimi anni abbiano aiutato a superare il confessionalismo religioso e il dogmatismo ideologico. Sono convinto che oggi ci sono tutte le condizioni per costruire un programma comune per la città tra cattolici e le altre tradizioni culturali.

6. Giuliari è stato accusato da qualcuno dei suoi di essere poco ""politico"": è un complimento o una critica? Ci sono molti ambienti in cui un uomo e una donna possono impegnarsi per un progetto politico: l'ambiente di lavoro, la scuola, il proprio quartiere, il territorio, la cultura e... i partiti. I partiti rimangono gli elementi fondamentali della democrazia rappresentativa, ma non possono e non devono essere gli unici ambienti dai quali far nascere la classe amministrativa di una città. La politica è corresponsabile costruzione della città, in cui ognuno deve portare il contributo delle sue capacità in vista della costruzione di quel bene comune che rappresenta il fine relativamente ultimo della politica. Vi è, infatti, un modo diffuso di fare politica che non si limita alla partecipazione nei partiti e nelle istituzioni, ma che riguarda ad esempio il competente esercizio di un mestiere e di una professione, che rappresenta in sé un alto valore politico.Credo che Vicenza abbia bisogno di dare un0'anima alla politica e soprattutto di uscire da una partitocrazia di destra e di sinistra che paralizza la vitalità presente in molti movimenti, associativi, gruppi e comitati. Ritengo quindi che il fatto di essere considerato ""poco politico"" sia un compli

7. La sfida per una nuova città secondo lei si fonda su di una politica partecipata? Una nuova città nasce solo con un approccio nuovo: nella città dobbiamo ascoltare le indicazioni e le riflessioni di tutti per poter costruire insieme percorsi progettuali. Dobbiamo scoprire l'umiltà della progettazione, il dialogo con i cittadini, la capacità di costruire insieme con tutti quelli che confidano in una medesima concezione della vita e della storia. Per questo è necessario trovare un modo nuovo di intendere la partecipazione politica e soprattutto favorire la costruzione della democrazia a partire dal basso, dai quartieri per poi arrivare alle circoscrizioni e quindi al consiglio comunale.

8. Come vede lei l'attuale sindaco Enrico Hullweck e la sua giunta?Mi ha profondamente deluso. Pensavo che fosse stato in grado di cogliere il forte desiderio di cambiamento manifestato dalla città in occasione dell'ultimo appuntamento elettorale: è stato il sindaco del centrodestra e non di tutta la città, ha favorito la divisione tra le diverse culture e generazioni, non ha saputo costruire una Giunta capace di fare squadra e di operare per il bene comune, non ha favorito la trasparenza, non ha fatto nulla per far crescere la partecipazione diretta dei cittadini.Ha avuto comunque il coraggio di fare alcune scelte importanti, vedi ad esempio il teatro ed una nuova viabilità, ma non ha saputo coinvolgere e valorizzare i saperi e le competenze presenti nella società civile, dare fiducia ed entusiasmo e soprattutto valorizzare quanti quotidianamente operano all'interno degli Uffici dell'Amministrazione Comunale.

9. E come giudica l'operato della minoranza?La minoranza è stata coraggiosa nel perseverare nella sua posizione di opposizione al governo cittadino, ma non è stata in grado di aprirsi alle istanze che potevano salire dalla gente e di lavorare ad una ricomposizione sociale e culturale dei cittadini.

10. Giuliari, quale sarà il valore aggiunto che la contraddistinguerà? La nostra proposta vuole venire incontro alle attese delle persone, cittadini, associazioni, gruppi di volontariato, categorie del lavoro e dei ceti produttivi. Per questo pensiamo ad una città capace di creare laboratori sul territorio che, a partire dalle necessità concrete (famiglia, lavoro, scuola, tempo libero, ...) diffondano la cultura della legalità e della solidarietà, impegnino i cittadini ad essere protagonisti responsabili. In questo modo aiuteremo la città a colmare l'innaturale frattura tra istituzioni, partiti e società civile.La nostra idea nasce dalla convinzione che è necessario mettere in relazione tra loro più soggetti ed ambienti possibili perché, solo attraverso l'apporto e la specificità di ognuno, si può costruire una città dove, oltre alla giusta preoccupazione per la sicurezza dei cittadini, crescano vicentini aperti, partecipativi e responsabili.Tutte le componenti della società civile, partiti compresi, potranno così percorrere insieme una strada in cui tutti hanno la possibilità di occupare un proprio posto, legittimato da tutti e indispensabile perché Vicenza possa continuare a migliorare non solo la qualità della vita, ma anche la qualità delle relazioni.Luca Faietti 347 2539039

Pubblicato il 15/02/2003

Etichette: giuliari giovanni centro sinistra


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