E dopo il referendum?
Domenica 10 settembre si è svolto a Vicenza il primo referendum consultivo cittadino. Non è nostra intenzione addentrarci nella polemica se è stato un successo oppure un fallimento, ma riteniamo comunque importante valutare positivamente l'utilizzo di uno strumento previsto dallo statuto comunale e che coinvolge direttamente i cittadini di Vicenza. Il tutto si è svolto con regolarità ed efficienza grazie anche all'impegno del Comitato degli Esperti e dei dipendenti comunali che si sono trovati a gestire per la prima volta un evento simile: a loro e ai promotori del referendum va il nostro ringraziamento ed il nostro plauso. L'Associazione Civica Vicenza Capoluogo e la Lista Giuliari ritengono in ogni caso sempre positivo riuscire a coinvolgere i cittadini nella gestione del bene comune. Ogni volta che si va a votare si fa un passo avanti nella partecipazione popolare e 11.700 persone che decidono di esprimere il loro parere, indipendentemente da come si sono espressi, sono da rispettare e da valorizzare. Il referendum non aveva quorum e quindi ci aspettiamo che il Consiglio Comunale recepisca il risultato e ne faccia quanto prima argomento di discussione, ricordando che chi non è andato a votare (e anche questo è lecito) non ha voluto semplicemente esprimere il proprio NO o il proprio SI al quesito referendario ed è pertanto quantomeno azzardato annoverare i non votanti fra coloro che sicuramente avrebbero votato NO. Rammentiamo che in una democrazia i risultati di una consultazione sono espressi semplicemente con i numeri che ne derivano. Ora Quello che noi ci chiediamo è come fare affinché la percentuale di partecipazione (in ogni caso non bassa: 11.701 votanti sono il 13,29% degli aventi diritto e circa il 18% di coloro che mediamente si recano a votare) aumenti e con quali strumenti si possa incrementarla. Esiste indubbiamente una crisi di partecipazione a vari livelli: nelle associazioni di categoria, nella scuola, nei dibattiti culturali, nelle circoscrizioni e, in maniera lampante, nei Consigli Comunali. Crediamo che nessuno, che ha a cuore il sistema democratico, possa rallegrarsi di questo e riteniamo importante trovare i correttivi necessari affinché il maggior numero di cittadini possa esprimersi su importanti scelte della città. Quanto sarebbe utile ad esempio conoscere il parere della maggior parte dei cittadini su argomenti quali il futuro del Dal Molin, lo stadio, i piani urbanistici e tanti altri!Forse l'istituto referendario è uno strumento superato, di cui si è fatto un utilizzo esagerato? Può anche essere, ma il risultato, ad esempio, del referendum istituzionale di giugno ci suggerisce che con le giuste motivazioni e con una scelta appropriata del giorno della consultazione i cittadini si muovono ed esprimono in massa il loro parere. È sufficiente per un comune come Vicenza il voto ogni cinque anni, consentendo agli amministratori di governare con supponenza, o è invece auspicabile darsi degli appuntamenti intermedi per consentire ai cittadini di confortare, supportare ed indirizzare gli Amministratori Comunali su temi importanti e che tracciano il futuro della città.Noi auguriamo a qualsiasi amministrazione di riuscire ad avere sempre forte il contatto con i propri cittadini e di saper dialogare anche attraverso i referendum per costruire insieme il futuro e compartecipare al bene comune.Associazione Civica Vicenza CapoluogoGigi Stocchiero, presidente
Pubblicato il 17/09/2006
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