Etica e politica: l'Europa ci indica la strada

Giovanni Giuliari di Vicenza Capoluogo invita gli amministratori locali a sottoscrivere il codice europeo. Il sindaco ha ignorato al riguardo una circolare della PrefetturaIn queste ultime settimane il dibattito politico ruota attorno alla questione dell'etica in politica, tema di interesse non solo nazionale. Il tema è sentito anche in tanti altri Paesi ed è stato esaminato dalla stessa Unione Europea che, nel 1999, attraverso il Congresso dei Poteri Locali e Regionali del Consiglio d'Europa - l'organismo del Consiglio d'Europa che rappresenta le istanze di circa 200.000 enti locali e regionali dei 45 Stati aderenti al Consiglio d'Europa – ha elaborato il Codice europeo di comportamento per gli eletti locali e regionali.Un anno fa la lista civica Vicenza Capoluogo alla vigilia dell'importante appuntamento delle elezioni europee ha voluto sostenere, diffondere e sottoscrivere questo codice che, alla luce del dibattito politico odierno, diventa una proposta concreta ed interessante per agire nei confronti di una moralizzazione della politica.Il "Codice europeo" assume particolare rilievo in quanto indicativo degli standard comportamentali cui gli amministratori e, in generale, gli eletti locali debbono ispirare la loro condotta nei rapporti con i cittadini, l'ente di appartenenza ed i mezzi di informazione. Il documento riveste un alto valore simbolico ed etico anche perché finalizzato ad accrescere il rapporto di fiducia tra la classe politica locale ed i cittadini.Diverse Prefetture, tra le quali anche quella di Vicenza, lo scorso anno lo hanno trasmesso ai Sindaci, ai Presidenti delle Amministrazioni Provinciali, ai Presidenti delle Regioni affinché lo prendessero in debita considerazione. Dispiace rilevare che, per il momento, né il Sindaco né tanto meno il Presidente del Consiglio Comunale hanno voluto dare corso a questo invito.Eppure il Codice europeo contiene delle regole di comportamento di chi fa politica e di chi amministra l'interesse pubblico e i servizi per i cittadini molto chiare e precise e che spesso, purtroppo, non vengono date per scontate. Si prevede infatti che nell'esercizio delle sue funzioni, l'eletto debba perseguire l'interesse generale e non il proprio interesse personale diretto o indiretto, o l'interesse particolare di persone o di gruppi di persone allo scopo di ottenere un interesse personale diretto o indiretto oppure che ci si debba astenere dall'esercitare altri incarichi politici che impediscano di esercitare il proprio mandato di eletto locale o regionale.Ma il lavoro fatto dal Congresso dei Poteri Locali e Regionali del Consiglio d'Europa, che ha saputo mediare tra le storie e le esperienze politiche dei diversi Paesi, entra nel merito anche su come deve operare un amministratore eletto e per questo lo invita - ad astenersi dal concedersi un vantaggio personale, o dal concedere un vantaggio a una persona o a un gruppo di persone, allo scopo di ottenere un vantaggio personale,- ad astenersi dal prendere provvedimenti che gli assicurino un vantaggio personale professionale futuro, dopo aver cessato dalle sue funzioni,- a rispondere diligentemente a qualsiasi richiesta proveniente dai cittadini relativa allo svolgimento delle sue mansioni, alla loro motivazione o al funzionamento dei servizi di cui è responsabile,- ad incoraggiare e sviluppare ogni provvedimento che favorisca la trasparenza delle sue competenze e del funzionamento dei servizi di cui ha la responsabilità.Sappiamo inoltre quanto delicato sia il rapporto tra amministratori e impiegati che operano negli Enti Pubblici e il Codice Europeo non si risparmia neppure nel dare indicazioni al riguardo: - l'eletto deve impegnarsi ad impedire ogni reclutamento di personale amministrativo basato su principi che non siano il riconoscimento dei meriti e delle competenze professionali e/o a scopi diversi dai bisogni del servizio;- l'eletto deve rispettare la missione affidata all'amministrazione di cui è responsabile, senza pregiudizio dell'esercizio legittimo del suo potere gerarchico;- l'eletto deve astenersi dal chiedere o dall'esigere da parte di un pubblico dipendente l'esecuzione di qualsiasi atto o qualsiasi astensione da cui possa derivargli un vantaggio personale diretto o indiretto, o che permetta un vantaggio a persone o a gruppi di persone allo scopo di ottenere un vantaggio personale diretto o indiretto;- l'eletto deve fare in modo di valorizzare il ruolo e gli incarichi della sua amministrazione, incoraggiando e sviluppando ogni provvedimento volto a favorire un miglioramento dei servizi di cui è responsabile, nonché la motivazione del loro personale.Proprio su questi punti viene spontaneo chiedersi se il ricorso alle consulenze esterne o l'attivazione di strani bandi per le assunzioni non siano uno dei tanti modi per non adottare un comportamento etico nei confronti del personale dell'Amministrazione pubblica.La lista civica Vicenza Capoluogo è consapevole che la corruzione ha origini antiche e che risale ancora quando la società organizzata ha iniziato a dotarsi di pubbliche istituzioni, tese ad assicurarne la salvaguardia e lo sviluppo, ma è altresì convinta che il ruolo di spicco assunto dal settore pubblico e dalla politica nelle nostre società complesse, ha moltiplicato i rischi di corruzione, in particolare nell'esercizio di funzioni pubbliche. Ma la durata e la sopravvivenza stessa delle istituzioni democratiche, dipendono strettamente dall'onestà e dall'affidabilità della classe politica.Per questo non vanno sottovalutate le finalità di questo Codice etico europeo che, innanzitutto, riconosce l'esistenza del problema e fa capire che non è vero che esista inconciliabilità tra la morale e la politica. La buona amministrazione passa anche da principi e valori etici che certamente, ancor prima di essere contenuti in "codici", devono essere sentiti "dentro", come primari bisogni di pulizia morale, di rispetto degli altri, di tutela del bene pubblico.Sarebbe buona cosa quindi che tutti i consiglieri comunali e circoscrizionali di Vicenza, il sindaco ed i suoi assessori, i candidati alle prossime elezioni politiche ed amministrative recepissero questo codice di elevato profilo morale, lo adottassero nello svolgimento quotidiano delle loro funzioni e ne dessero la massima diffusione, incoraggiando ogni misura che mira a sensibilizzare ai principi e valori in esso contenuti in modo tale che anche il cittadino possa sentirsi maggiormente coinvolto, partecipe e tutelato. Così facendo, ci sentiremmo anche tutti più europei.Giovanni GiuliariCapogruppo consiliare

Pubblicato il 12/08/2005

Etichette: giuliari giovanni europa codice etico


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