Il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica. Il Parlamento ha votato, a maggioranza e con un silenzio connivente dell'opposizione che in molte amministrazioni locali intende procedere verso la privatizzazione per fare cassa, l'articolo 23bis del decreto legge 112/2008.
In tale articolo si afferma che "la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica", in maniera tale da circoscrivere ulteriormente l'ambito di applicazione dell'affidamento diretto attraverso modalità in-house.
Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l'acqua non sarà più un bene pubblico ma una merce, e quindi sarà gestita da multinazionali (le stesse che possiedono l'acqua minerale).
Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l'acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300%. La privatizzazione dell'acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, aumenti spropositati della bolletta idrica, consentendo alle multinazionali di trovare redditività in un affare che che è già stato definito "l'oro del nuovo millennio".
La RETE CIVICA VICENTINA ricorda che l'acqua che sgorga dalla terra non è una merce: è un diritto fondamentale umano e nessuno può appropriarsene per trarne illecito profitto.
La RETE CIVICA VICENTINA sottolinea la necessità che chiunque controlli la distribuzione dell'acqua sia sottoposto, a sua volta, al controllo dei cittadini, attraverso processi di democrazia partecipativa.
La RETE CIVICA VICENTINA auspica il mantenimento sotto controllo pubblico dell'acqua, garantendo la gestione locale della stessa, in un'ottica di contenimento degli sprechi e di ottimizzazione delle risorse.
Per la RETE CIVICA VICENTINA
Il Coordinatore pro-tempore
Benedetto Zaccaria
Pubblicato il 25/02/2009
Etichette: acqua rete civica vicentina
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