La Domenica di Vicenza intervista l'assessore della lista civica Vicenza Capoluogo sulla questione dei campi nomadi in città
http://www.ladomenicadivicenza.it/a_ITA_1979_1.html
640 mila euro a bilancio per creare micro aree per i nomadi: è la soluzione migliore per risolvere l'annoso problema di Vicenza per queste popolazioni?
Mi dispiace che si continui a strumentalizzare il problema dei nomadi a fini prettamente politici e non ci si impegni, tutti insieme, a dare una concreta soluzione abitativa, e non solo, alle famiglie sinte e rom che oramai da trent'anni vivono in città. Nel bilancio previsionale 2010 pervenuto a tutti i consigliere comunali non si parla di 640 mila euro per le micro aree per i nomadi, ma viene previsto lo stanziamento di 230 mila euro per la messa in sicurezza del campo di Via Cricoli: è un finanziamento del governo, voluto dal Ministro della Lega Nord, Maroni, per il superamento dello stato di emergenza in relazione all'insediamento di comunità nomadi nel Veneto. Ci sono stati promessi anche i restanti 170 mila euro per la sistemazione del campo di Viale Diaz. La soluzione che quest'Amministrazione sta cercando è quella di differenziare le risposte in quanto le famiglie nomadi hanno progettualità diverse: c'è chi vuole andare nelle microaree ed è anche disposto a riscattarle, chi preferisce partecipare al bando comunale per l'assegnazione di un alloggio popolare, chi ha in mente altre soluzioni.
Nel Pat non era stato escluso questo tipo di intervento? E come mai ora è a bilancio?
Il Pat non ha escluso la possibilità di realizzare questi interventi. Sia nella relazione tecnica che nelle Norme tecniche di attuazione si evidenzia la difficile situazione abitativa dei rom e dei sinti e per questo abbiamo previsto la possibilità di realizzare strutture abitative speciali quali, ad esempio, le microaree.
A suo modo di vedere servirà ad integrare i nomadi nella collettività vicentina questa soluzione?
Non sarà sufficiente risolvere la questione abitativa per favorire la loro integrazione che passa prioritariamente attraverso l'inserimento lavorativo e scolastico nonché il rispetto delle regole che la nostra comunità si è data. Ci vuole inoltre la volontà anche dei vicentini nell'accogliere questa diversa cultura.
Micro aree che collocherete dove?
Quando ci sarà il primo nucleo familiare interessato e pronto ad andare in una microarea – dovrà pertanto avere un lavoro, i figli dovranno aver dimostrato di frequentare regolarmente la scuola, si dovrà aver rispettato il regolamento degli attuali campi – inizieremo un percorso di informazione e coinvolgimento della popolazione di quel quartiere che avremo individuato come adatto ad accogliere una microarea. Faccio comunque presente che, da anni, le microaree sono già presenti nella nostra città e non hanno portato particolari problemi nei quartieri e che esistono esperienze di altre città dove famiglie nomadi hanno scelto collocazioni diverse da quella del campo sosta, sia acquistando terreni, sia acquistando case, sia entrando, avendo titolo, in appartamenti d'edilizia popolare. A Torino, ad esempio, il numero totale di persone uscite dalle aree di sosta per andare a vivere in casa è stato di circa 450 persone.
L'opposizione promette battaglia su questa questione: secondo lei queste micro aree permetteranno più controlli e più sicurezza?
L'idea delle microaree è nata all'inizio di questo mandato amministrativo all'interno della V^ commissione consiliare grazie all'apporto anche delle minoranze. E' uno dei modi per risolvere il problema abitativo dei nomadi, soluzione che oggi viene seguita da molte amministrazioni comunali. Il primo obiettivo che consentono di raggiungere è quello di dare dignità alle persone, offrendo loro uno spazio "umano". Certo, aiutano anche nelle azioni di controllo e sicurezza, ma questi due obiettivi possono essere perseguiti soprattutto attraverso il lavoro e la corresponsabilità.
Credo comunque che sia stata vergognosa l'azione fatta dalla precedente Amministrazione di centrodestra, approvando nel 2006 un ordine del giorno presentato dalla Lega Nord, Alleanza Nazionale e Forza Italia, che ordinava lo sgombero del campo nomadi di Viale Cricoli, senza proporre alcuna alternativa. Se fosse andata così, i problemi di controllo e sicurezza sarebbero stati sicuramente più gravi e difficili da risolvere.
La situazione dei campi nomadi attuale come è? Effettuate dei controlli per monitorare anche la situazione igienica dei campi?
Il campo di Via Cricoli è una cosa vergognosa. Non è giusto che delle famiglie vivano in quelle condizioni. Attraverso incontri periodici con i capi famiglia stiamo cercando di migliorare la situazione e periodicamente, anche su segnalazione delle stesse famiglie, procediamo ad interventi di derattizzazione e disinfestazione. Non avere però seguito per anni la situazione con una progettualità convinta e decisa, basata sulla trasparenza e su accordi chiari e precisi ha favorito un pressappochismo e una confusione nella gestione dei campi. In questi due anni ho però potuto vedere la sincera volontà di molte famiglie di dare il proprio concreto contributo per uscire da questa situazione che offende lo spirito civico di accoglienza che, da sempre, contraddistingue la nostra città.
La Lega Nord vuole proporre un referendum sul tema: lei che ne pensa?
Sarebbe un referendum molto probabilmente scontato e quindi soldi spesi inutilmente. Chi amministra deve sapere risolvere questioni delicate e difficili, nel rispetto delle persone e delle regole. La maggior parte della popolazione non ha la possibilità di approfondire e conoscere la cultura dei sinti e dei rom e spesso si fa un'idea non del tutto corretta.
Ai sensi dell'art. 2 della nostra Costituzione - la norma che sancisce il valore assoluto della persona umana - ogni zingaro, ogni rom o sinto, in quanto persona, ha diritto di vivere e di stabilirsi, di circolare e di permanere nel Comune ove risulta anagraficamente iscritto, al pari di ogni altro cittadino. ""Sono i Rom la popolazione più discriminata oggi in Europa, e subito dopo i cittadini dell'ex Unione Sovietica"": è questa la conclusione cui è pervenuto il Centro Europeo di monitoraggio su razzismo e xenofobia voluto dall'Unione Europea.
Non è facile essere dalla parte dei nomadi, ma il nostro sogno è di vedere una città che sappia uscire dall'indifferenza nei loro confronti e che creda che gli stessi rom e sinti, se sostenuti da precisi interventi urbanistici, sociali, culturali, scolastici e lavorativi all'interno dei quali loro stessi diventano attori e protagonisti, desiderano uscire da questa situazione di emarginazione ed esclusione sociale.
Pubblicato il 24/04/2010
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