Il nuovo ATO rifiuti non prevede alcuna forma di consultazione delle organizzazioni economiche, sociali e sindacali

La legge finanziaria ha previsto di ridurre i costi della politica agendo anche sugli Ambiti territoriali. Un emendamento obbliga infatti le Regioni a rideterminare gli ATO per la gestione del servizio idrico integrato e del servizio di gestione integrata dei rifiuti nonché a fare in modo che i sindaci o loro delegati che partecipano alle forme associative tra comuni per la gestione dei suddetti servizi partecipino senza percepire alcun compenso.L'Assessore all'ambiente del Comune di Vicenza, Valerio Sorrentino, in occasione della discussione in consiglio comunale per l'approvazione del nuovo ATO provinciale per la gestione dei rifiuti, non solo non ha saputo dare una fotografia chiara su quanto deliberato a livello governativo, ma non ha neppure risposto ad alcuni precisi interrogativi quali, ad esempio, il motivo per cui, contrariamente a quanto disposto dall'art. 31 del Dlgs 267 del 2000, la convenzione stipulata dai 121 Comuni della provincia non preveda la trasmissione agli enti locali degli atti fondamentali del consorzio e lo statuto proposto non disciplini anche l'organizzazione del Consorzio stesso. E' nostra convinzione che la convenzione approvata dal Consiglio comunale di Vicenza non rispetti il terzo comma dell'articolo 31 del dlgs 267/00 che ribadisce il carattere strumentale dei consorzi rispetto agli enti che lo costituiscono disponendo appunto che in convenzione sia prevista la trasmissione a questi degli atti fondamentali del consorzio (bilancio preventivo, conto consuntivo, programma degli interventi, determinazione del sistema tariffario e delle tariffe rifiuti, contratti di servizio, regolamenti di organizzazione e di contabilità). Lo statuto del Consorzio non fa inoltre alcun cenno su altre questioni come, ad esempio, le modalità di nomina del direttore del Consorzio: come sarà scelto? Che requisiti dovrà avere? Quanto durerà in carica? Il suo contratto potrà essere rinnovato? Lo statuto non prevede neppure le modalità di scioglimento del consorzio, la possibilità di istituire eventuali uffici periferici, le modalità di convocazione dell'assemblea e del consiglio, i requisiti che devono avere gli amministratori, le modalità di recesso di un socio, l'organizzazione del consorzio, la soluzione delle eventuali controversie. Se mancano tutte queste formalità, indispensabili per il buon funzionamento del nuovo ATO e soprattutto per la trasparenza nei rapporti, si è stati invece prodighi nel prevedere che, fin dall'inizio, l'ambito provinciale possa essere suddiviso in due sub-zone e, nel tempo, l'assemblea possa stabilire altre sub-zone, nonché modificare le delimitazioni di quelle esistenti: nel momento in cui uniamo i 121 comuni della provincia, stabiliamo che il nostro futuro sarà quello di dividerci e di gestire i rifiuti non tanto guardando a tutto il territorio provinciale, ma alle singole realtà territoriali, pur sapendo che la conformazione della nostra provincia è tale da avere dei vincoli ambientali naturali che non consentono alle comunità locali di presentarsi alla pari nell'affrontare la questione dei rifiuti. Riteniamo inoltre grave e poco lungimirante non avere previsto nello statuto del Consorzio alcuna forma di consultazione delle organizzazioni economiche, sociali e sindacali del nostro territorio provinciale su una questione che, per essere governata bene, richiede necessariamente la collaborazione ed il coinvolgimento di tutti, degli enti locali, delle imprese, dei consumatori, della società civile. Siamo convinti che se nell'affrontare questa questione della gestione dei rifiuti ci fosse stato un ruolo proattivo, costante, autorevole del Comune di Vicenza - città Capoluogo - saremmo arrivati a quest'appuntamento in maniera più preparata, condivisa e convinta. Ci troviamo invece a subire, a causa proprio dell'inconsistenza politica e del nanismo amministrativo di chi governa oggi il nostro Comune, uno statuto che, non solo favorisce alcune sub aree del nostro territorio rispetto ad altre e penalizza Vicenza, ma relega amaramente la nostra città ad un ruolo secondario ed anonimo, avvallato dal fatto che anche la stessa sede dell'ATO provinciale non sarà nella nostra città capoluogo. Non ci pare certo un buon inizio per una città che in questi anni, assieme all'Amministrazione provinciale, aveva le condizioni politiche e il tempo necessario per governare con intelligenza e lungimiranza l'importante processo della gestione dei rifiuti. Giovanni GiuliariCapogruppo consiliare Lista Civica Vicenza Capoluogo

Pubblicato il 09/11/2007

Etichette: rifiuti


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