Carissimi, un benvenuto a tutti a questa nostra prima assemblea dell'Associazione Vicenza Capoluogo ed un ringraziamento a quanti hanno contribuito ad organizzarla.Di fronte a queste giornate di guerra, tutto diventa ""piccolo"", anche questo nostro appuntamento tanto atteso e desiderato. Ci auguriamo che le tante bandiere della pace appese alle finestre delle case siano un auspicio perché la guerra in Iraq cessi al più presto e siano anche un segno di speranza perché Vicenza diventi ""città della pace"".Questi nostri primi due mesi di presenza in città sono stati ricchi di soddisfazione e speranza: il bilancio delle attività svolte è certamente positivo. Dopo i sette incontri nelle circoscrizioni possiamo affermare che Vicenza Capoluogo ha trovato la sua stella polare: il dialogo, ma soprattutto l'ascolto, con i cittadini ci ha aiutato a migliorare le nostre idee-guida per il futuro della città.La nostra stella polare ci invita a camminare, con fiducia e serenità, verso cinque direzioni.RI-TROVARE IL GUSTO DELLA PARTECIPAZIONE E DELLA DEMOCRAZIASiamo certi che il nostro agire dovrà caratterizzarsi soprattutto dal desiderio di ritrovare la passione per la partecipazione e la democrazia, convinti che è meglio la partecipazione di molti piuttosto che la decisione di pochi.Troppe volte abbiamo sentito nei nostri dibattiti che questa amministrazione, gli stessi partiti di centrodestra e di centrosinistra, tendono ad esaltare la decisione a scapito della partecipazione.La città deve al più presto recuperare il ruolo centrale del Consiglio Comunale e di tutte le altre forme di partecipazione democratica quali i Consigli circoscrizionali, le varie Commissioni e Consulte. Senza la partecipazione attiva dei cittadini Vicenza rischia di sgretolare quanto negli anni ha costruito.RI-CONOSCERCI PER QUELLO CHE SIAMO: ESSERI LIMITATII recenti interventi fatti dall'amministrazione in campo urbanistico ed ambientale, l'aumento del traffico e dei consumi, ci inducono a non poter più rimandare la costruzione di un modello di sviluppo sostenibile in grado di non mettere a repentaglio il nostro benessere. Per questo è fondamentale che i cittadini, gli imprenditori, gli operatori sociali facciano un salto culturale accettando ""il limite"" come valore per una qualità della vita: dobbiamo promuovere una campagna che ci educhi a restituire, ridurre, recuperare, riparare, rispettare.In più assemblee è emersa la necessità di partire dall'urbanistica e dal territorio, da una visione di città che sappia riconoscere i propri limiti ambientali e territoriali, attorno ai quali costruire e sviluppare una precisa identità di città.Opportune mi sembrano queste parole del grande intellettuale ed industriale Adriano Olivetti riportate nel libro Lettera agli urbanisti, Città dell'uomo, Edizioni Comunità, 2001: ""Che vale, che serve ricostruire città di marmo, affascinate di luce al neon, se il cuore della città, se pur vi è ancora visibile, è rimasto senz'anima, se in esso l'uomo, nel suo essere integrale, nella sua molteplice vita di relazione, nelle sue aspirazioni più alte e più profonde, si trova perduto?""RI-CONGIUNGERE VICENZA CAPOLUOGO AI COMUNI CONTERMININon mi dilungo su questo aspetto perché ha caratterizzato tutti i nostri precedenti incontri: mi soffermo solo nel sottolineare l'importanza che Vicenza non ignori il suo interland, che agisca come catalizzatore ed integratore delle conoscenze e delle competenze presenti nelle Amministrazioni contermini, che rafforzi la sua leadership, i suoi rapporti con tutto il territorio provinciale e ""faccia rete"".RI-COSTRUIRE UNA CITTA' PIU' UMANA: STARE DALLA PARTE DEI PIU' DEBOLILa solidarietà è il vero senso della politica e sono i poveri ed i deboli che giudicano il valore della politica. Ancora una volta riaffermiamo l'importanza di unire la solidarietà all'imprenditorialità, di favorire l'incontro del volontariato con l'artigiano, il commerciante, l'agricoltore, l'industriale.Dobbiamo inoltre prendere atto che questa società occidentale ha fatto aumentare le solitudini. Anche a Vicenza assistiamo alla presenza di tante persone sole: anziani, giovani, bambini, famiglie. Vicenza sta perdendo pezzi d'umanità. La nostra storia, gli insegnamenti dei nostri genitori e dei nostri nonni, raccontano di una Vicenza i cui cittadini hanno sempre saputo ""prendersi cura dell'altro"". Una nuova amministrazione dovrà essere capace di essere fedele anche a questi valori che cementificano le relazioni ed i rapporti tra le persone.E' il quartiere che deve diventare lo spazio ed il luogo in qui costruire gli uni e gli altri la nostra identità: per questo sarà fondamentale che le politiche urbanistiche nei quartieri favoriscano e rafforzino strutture e luoghi in cui la gente possa ritornare ad incontrarsi.Vicenza sarà più umana se avrà il coraggio di scegliere la cultura della pace, se saprà rigenerare l'attenzione dei suoi cittadini alla legalità, alla democrazia, alla convivenza civica, alla sicurezza sociale.RI-PENSARE ALLA NOSTRA STORIA DI EMIGRATILa nostra provincia ha conosciuto negli anni scorsi il fenomeno dell'emigrazione: ora siamo noi ad accogliere gli emigranti, ad essere dall'altra parte. Proprio perché abbiamo conosciuto le fatiche e le sofferenze di un inserimento sociale in altre comunità, non vogliamo che i cittadini stranieri siano solo dei lavoratori, ma persone. Per questo dobbiamo lavorare tutti, amministratori, cittadini, forze sindacali ed imprenditoriali, affinché Vicenza diventa terra di incontro di nuove culture, storie e religioni, rifiutando i ghetti, le separazioni, i muri. La nostra opera più grande e maestosa che nei prossimi anni dovremmo costruire non sarà certamente il teatro, ma la convivenza e la fraternità tra cittadini.La situazione che oggi però preoccupa di più e che, in questi due mesi di impegno civico abbiamo toccato con mano, è la crisi della politica in città.L'esperienza fatta ci ha convinto che anche in politica, così come nel mondo del lavoro e della scuola, c'è bisogno di innovazione. Troppa politica è pensata e predicata in nome di piccoli e grandi egoismi.Abbiamo l'impressione che il centrosinistra abbia perso la rotta: non ci crede più, non ha più fede, è rassegnato... ad un'onorevole sconfitta. Dentro al centrosinistra tutto è grigio.In queste settimane abbiamo conosciuto un centrosinistra capace solo di criticarci perché siamo arrivati tardi, unito solo da un club di segreterie politiche e deciso a vivere da separati in casa.Vicenza capoluogo è convinta che un altro centrosinistra sia oggi possibile: noi vogliamo costruirlo insieme perché altrimenti la politica muore.Le stanze dei partiti sono sempre più vuote e le loro porte chiuse. Ci sono i vertici e non la base. Provate solo a pensare dove il centro sinistra ha deciso di costituire la sua base operativa in questa prossima sfida elettorale: un luogo in cui noi stessi abbiamo fatto fatica a trovarlo.Vicenza Capoluogo ha voluto invece essere nel cuore della città, con delle vetrine che aprano sulla strada, che invitano ad entrare. Un vecchio negozio di giocattoli, perché la politica può e deve diventare un divertimento, così come lo è stato per noi fino a questo momento e lo continuerà ad essere in futuro.La nostra Associazione civica vuole quindi essere uno spazio di incontro, un luogo di ascolto, capace di mettere a punto un progetto forte per ""i deboli"": la fiducia raccolta in queste settimane negli incontri circoscrizionali non poteva che portare alla proposta di costituire una lista civica. Sono convinto che tutti ci impegneremo per raggiungere il maggior risultato possibile e di arrivare possibilmente al ballottaggio con il candidato del centrodestra.Se invece sarà Vincenzo Riboni a misurarsi con Hullveck noi lo sosterremo al secondo turno, ma non parteciperemo ad alcuna spartizione di posti, né entreremo in Giunta per avere qualche assessorato o ruoli di potere. Pretenderemo invece la costituzione di un Assessorato per i rapporti con i comuni contermini e, entro 100 giorni dalle elezioni, l'assegnazione di nuove ed ampie deleghe alle circoscrizioni.Mi rendo conto che questa presa di posizione è forte e decisa, ma se la realtà del centro sinistra rimarrà quella conosciuta in questi mesi, non penso che la città potrà avere una Giunta compatta e unita.Noi siamo nati innanzitutto per far riscoprire la passione per la politica, per dare un'anima all'impegno politico: questa passione è presente in molti cittadini e noi vogliamo contribuire a costruire un progetto politico alternativo ad Hullveck e capace di offrire un luogo aperto di culture politiche diverse che costruiscono nell'ascolto e del dialogo una cultura politica.Vogliamo sperimentare il nuovo che deve nascere, convinti che esprimiamo una domanda diffusissima di partecipazione e democrazia: siamo pronti e vogliamo fare una battaglia di ideali e offrire spazi di incontro e partecipazione.Dobbiamo e vogliamo scendere in campo per non sentirci dire, ancora una volta, ""Bravi"" ""Siete in gamba, continuate così"". L'invito a scendere in campo, ad esserci lo estendiamo a tutti i cittadini, alle Associazioni, alle forze politiche e sociali della città.Le persone vogliono tornare a fare politica con gusto, passione ed entusiasmo. Sono stanche di mortificazioni e non vogliono rassegnarsi ad essere spettatrici e spettatori, ad andare a votare per forza oppure a non andare a votare.In città c'è voglia di politica e pertanto non è solo una questione di fare una lista, ma di ricostruire spazi per l'impegno politico delle persone.Vicenza capoluogo dice no al ""lasciar fare"" o al ""fare da se"", allo scetticismo e all'abbandono. Vicenza dice sì a quei valori ed a quelle speranze che negli anni più bui hanno animato e incoraggiato tanti vicentini a ricostruire la loro città e a tessere nuovi rapporti: quei valori e quelle speranze oggi sono ancora vivi.
Pubblicato il 06/04/2003
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