Signor Sindaco, assessori, presidente e colleghi consiglieri, Ringrazio il Presidente e il collega Cicero per aver organizzato l'interessante sopralluogo di questa mattina all'Area Dal Molin. Tale visita ha rafforzato le mie convinzioni su quello che deve essere la destinazione di quell'area. Molte sono le ragioni per non volere una nuova base americana. Alcune possono essere di carattere ideale altre più strettamente concrete e contingenti. Il dibattito in questi anni è stato molto intenso in città. Dal punto di vista ideale i miei e nostri valori si basano sui principi della nonviolenza, sulla ricerca di nuovi modi di risolvere i conflitti, sulla ricerca faticosa e paziente della pace tra i popoli. Una nuova base Americana si inserisce in un contesto di militarizzazione importane del nostro continente (partita con Aviano 2000, con l'ampliamento della base a Sigonella, a Napoli e con installazioni in altri paesi europei), punto di partenza per nuove guerre e aggressioni che noi tutti scongiuriamo. Queste considerazioni, e le scelte conseguenti non competono solo alla nostra comunità locale, ma riguardano scelte del nostro paese che però sono già ben espresse dall'art. 11 della nostra Costituzione. Credo che sia importante per noi oggi qui occuparci invece della nostra comunità locale. L'ordine del giorno in votazione spiega molto bene le ragioni per essere contrari. Possiamo entrare nel merito delle ragioni che hanno portato il TAR all'ordinanza di sospensiva dei lavori. Credo invece che sia necessario alzare la voce come comunità locale per farla sentire a tutti i governi coinvolti in questa vicenda. E' possibile che mai nessuno si sia preso la briga di venire qui a spiegarci il perchè... a spiegarci la riagion di stato, l'accordo, il progetto. Lettere e dichiarazioni giunte anche di recente che più o meno dicono "non sono scelte che vi riguardano" sono la dimostrazione di quanto la nostra città non goda di nessuna attenzione di quanto le autonomie locali siano ridicolizzate. Ma dov'è la Lega che urla e scrive "Paroni a Casa nostra"! E' possibile che in questo Paese manchi sempre un po' di lungimiranza per capire cosa possa significare accettare una scelta di questo tipo? I danni ambientali, urbanistici e sociali che la nostra città subisce, anzi che ha già subito, guardate che bel clima pacifico si respira oggi grazie a questa scelta presa sulla nostra testa, [questi danni] non sono ripagabili dai quattrini che pochissimi riceveranno, in cambio degli oneri non solo economici a carico di tutti. Occorre mettere ordine, occorre fare la "pace". Quindi non vedo come si possa essere contrari a chiedere ai cittadini di esprimersi direttamente sul futuro di quell'area. Vogliamo che diventi patrimonio nostro? Vogliamo che sia di utilità per la città? O preferite invece l'insediamento della nuova base? Pensate che bello poter riutilizzare le strutture esistenti per la pubblica utilità. Non dimentichiamoci del museo aeronautico, testimonianza di cosa è stato il Dal Molin nel recente passato. Quel passato di guerre che hanno fatto sanguinare i nostri nonni e padri, e che sembra non ci abbia insegnato nulla. Siamo sicuri che i Vicentini apprezzeranno di poter finalmente dire la loro, di poter essere finalmente considerati. Speriamo solo che non abbiano perso la speranza di poter essere ascoltati, visto che negli ultimi anni, di ascolto, ce n'è stato ben poco.
Pubblicato il 09/07/2008
Etichette: dal molin zanetti filippo
Appuntamenti
Diventa socio
Contribuisci con un bonifico