Una volta si chiama acqua del Sindaco... domani potremo scegliere tra mediaset Premium e Mediaset Water. Tariffe vantaggiose, senza scatto all'apertura del rubinetto. Tariffe flat... 300 litri al giorno, velocità garantita di 10 litri al miuto a soli 30 euro al mese! Quello che sta accadendo in parlamento non ci piace nel contenuto e tantomeno nel metodo, per una volta mezzi e fini sono coerenti, entrambi deprecabili. Deprecabile, scandalosa, pericolosa è la volontà di privatizzare la distribuzione dell'acqua, ancora più deprecabile è il metodo che calpesta la democrazia parlamentare ponendo il voto di fiducia. Le privatizzazioni in questo nostro pese sono sempre delicate: mi vengono in mente due esempi brillanti: Telecom Italia e Ferrovie dello Stato. In Italia non abbiamo la banda larga su tutto il territorio perchè è antieconomico coprire alcune zone. Accadrà lo stesso per l'acqua? La telecom di Trochetti provera ha rischiato un crack finanziario peggio della Parmalat e i servizi offerti non brillano certo per qualità. Il nostro paese non è ancora "maturo" per poter privatizzare un servizio pubblico così delicato senza rischiare i conflitti di interessi. MI immagino un imprenditore che detiene una quota di maggioranza dell'azienda che distribuisce l'acqua, che per miracolo diventa assessore, ministro, premier...e poi decide quale prezzo imporre al prodotte che lui vende. Non ne abbiamo già viste di cose come queste? L'acqua è un bene pubblico di vitale importanza (ce lo ricorda anche la legge Galli approvata del 1994) che non può essere considerato per la sua valenza economica. Non è come l'illuminazione pubblica o la manutenzione delle strade, è a un livello ben più alto. Dev'essere garantito a tutti, ad un prezzo accessibile a tutti. Risoluzione Europea 11 marzo 2004, ""Strategia per il mercato interno, priorità 2003-2006"", paragrafo 5: ""Essendo l'acqua un bene comune dell'umanità, la gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme del mercato interno"". Risoluzione Europea 15 marzo 2006, ""Risoluzione del Parlamento europeo sul quarto Forum mondiale dell'acqua"", paragrafo 1: ""Dichiara che l'acqua è un bene comune dell'umanità e come tale l'accesso all'acqua costituisce un diritto fondamentale della persona umana; chiede che siano esplicati tutti gli sforzi necessari a garantire l'accesso all'acqua alle popolazioni più povere entro il 2015"". L'acqua va quindi rispettata: proprio per quello non sono possibili sprechi ed inefficienze nel servizio...i mi sforzo di cogliere anche qualche minima intenzionalità positiva di questa scellerata proposta. Non possiamo ammettere inefficienze e sprechi. Ci sono acquedotti nel nostro paese che perdono più di metà dell'acqua erogata nella rete di distribuzione. Ci sono acquedotti finanziati a peso d'oro che non sono mai stati realizzati. In alcune zone d'Italia la distribuzione è da tempo che non è più pubblica in quanto in mano alla malavita organizzata. Ecco che introdurre qualche elemento di concorrenza può aiutare ad efficientare il servizio, sempre non toccando la titolarità del servizio distributivo che deve essere pubblico. Partiamo dalla depurazione ad esempio, controlliamo il tasso di dispersione, controlliamo gli sprechi energetici di distribuzione e depurazione. Ripariamo gli acquedotti, sanzioniamo gli usi impropri. Educhiamoci tutti (cittadini e imprese) ad un uso che sia rispettoso dell'ambiente. Non inquiniamo e compromettiamo le falde, e qui manifesto tutta la preoccupazione per quello che sarà l'effetto sulla nostra falda del nuovo insediamento militare... mi dicono che i pali che impiantano non reggono. Chissà, se non ci ha rispettato il governo, ci aiuterà madre natura!
Pubblicato il 20/11/2009
Etichette: acqua privatizzazione