Intervista all'assessore alla famiglia e alla pace Giovanni Giuliari

Il settimanale La Domenica di Vicenza interroga l'assessore della lista civica Vicenza Capoluogo sulle problematiche più attuali

Più attenzione alle famiglie: è uno dei pilastri programmatici della giunta Variati. Ma basteranno i 350 mila euro del fondo di solidarietà? Se non basteranno cercheremo di trovare altre risorse. Stiamo monitorando la situazione che è molto più preoccupante di quello che l'opinione pubblica sembra percepire. Nei primi mesi dell'anno abbiamo avuto il 40% in più di nuove famiglie che si sono rivolte all'assessorato per avere un sostegno economico. Come verranno utilizzati? Per aiutare quei nuclei famigliari che hanno un reddito superiore a quello che normalmente viene utilizzato come requisito per accedere ai contributi e per sostenere quanti non hanno lavoro e non possono beneficiare di ammortizzatori sociali. Il fondo ci aiuterà a garantire anche i servizi nei confronti dei minori e a far fronte all'emergenza abitativa. Stiamo inoltre stipulando con la Caritas diocesana un protocollo d'intesa per rafforzare il fondo di rotazione del microcredito. E' possibile coinvolgere Banche e sponsor vari per aumentare questo fondo solidaristico? Molte banche, sponsor, associazioni di categoria stanno dando il loro contributo per sostenere iniziative che coinvolgono la nostra comunità locale e che vedono molto spesso anche il Comune come partner. Penso al microcredito della Caritas che vede la presenza delle Banche di Credito Cooperativo, ad Aim con il fondo di solidarietà per la tariffa rifiuti, la Fondazione Cariverona che si presta a sostenere un progetto di housing sociale. Ma vorrei che tanti vicentini destinassero il loro prossimo cinque per mille al sostegno delle attività sociali svolte dal Comune. Aumentare la tassa sui rifiuti e poi creare un fondo di solidarietà per i meno abbienti: non è una contraddizione? E in che modo le famiglie disagiate potranno non pagare tale tassa? Non vedo alcuna contraddizione nell'aggiornare una tariffa rifiuti da troppi anni ferma e che ci aiuterà a migliorare il servizio con indubbi vantaggi, anche economici, per tutte le famiglie vicentine. Importante è inoltre avere ampliato i requisiti di accesso alle agevolazioni: nella prossima bolletta rifiuti saranno fornite tutte le informazioni necessarie. Si dovrà fare un'apposita domanda e saranno agevolati coloro che possiedono un ISEE del nucleo familiare non superiore a 7.500,00 euro, chi è in cassa di integrazione, mobilità o disoccupazione, chi ha più di 65 anni, le famiglie numerose o che hanno bambini con età inferiore a 2 anni. C'è chi afferma che alla fine questi fondi non verranno utilizzati da vicentini ma da extracomunitari. Solo malelingue? I fondi sono messi a disposizione di tutti coloro che hanno diritto ad accedervi secondo i regolamenti comunali e le leggi nazionali; verranno quindi utilizzati anche da extracomunitari molti dei quali stanno aiutando i nostri imprenditori, commercianti, artigiani ed agricoltori a resistere di fronte alla crisi economica, altri assistono i nostri anziani nelle case di riposo e all'interno delle nostre famiglie, altri ancora svolgono un'attività imprenditoriale che produce ricchezza anche per il nostro territorio. Le malelingue le ho sentite in Consiglio comunale quando qualcuno ha avuto il coraggio di dire che "gli extracomunitari ci sono serviti per lavorare nelle nostre imprese, ma adesso c'è crisi, non c'è da lavorare, quindi dobbiamo rispedirli a casa." Chi agisce così offende la nostra identità veneta, tradisci i valori dei nostri padri e delle nostre madri che ci hanno insegnato la solidarietà e l'accoglienza. Si parla tanto di attenzione alle fasce più deboli eppure a Vicenza siamo ancora qui a fare i conti con le barriere architettoniche. Lei che farà a tal proposito nel corso del suo mandato? Risolverà questo annoso problema indegno di una città Patrimonio dell'Unesco? Da anni il Comune ha una convenzione con ANMIC (Associazione Nazionale Mutilati Invalidi Civili) per la gestione dello sportello "Informahandicap" che, tra l'altro, fornisce informazioni e dà servizi amministrativi anche per i contributi statali e regionali sull'abbattimento delle barriere architettoniche. Nell'ambito del Piano Regolatore del Sociale si inserisce anche l'impegno dell'Amministrazione a procedere nell'abbattimento delle barriere architettoniche ancora presenti in città, dando così continuità al Piano Quadro programmatico per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche (P.E.B.A.). Gli interventi strutturali saranno accompagnati da campagne di educazione civica perché si rafforzino nella cittadinanza quei comportamenti di rispetto e accoglienza verso le persone che sono più in difficoltà. In questi mesi abbiamo dato particolare attenzione alla nuova organizzazione del servizio di trasporto disabili finalizzata a perseguire i requisiti di funzionalità, efficienza, efficacia e qualità. Da una parte il suo assessorato darà un aiuto ai senza fissa dimora, dall'altro però attua delibere anti accattonaggio con multe salatissime: un controsenso? C'è la comune volontà, del Sindaco e di tutti gli assessori, di accompagnare la città a crescere nella solidarietà e nella legalità, a tutti i livelli e in tutti i campi. Non solo nel campo sociale e della sicurezza, ma anche in quello urbanistico, edilizio, economico, ambientale. Se vogliamo aiutare veramente i più deboli dobbiamo combattere coloro che li sfruttano, che li ricattano, che fanno della "falsa" povertà un'attività illegale. Non dobbiamo essere buonisti, ma giusti. Né dobbiamo nascondere dalla nostra vista i veri poveri: la loro presenza ci aiuta a dare valore a ciò che abbiamo e ci impegna a fare di più per sconfiggere le ingiustizie A che punto sono i percorsi di inserimento dei nomadi: li vedremo davvero uscire dai campi? In questo primo anno abbiamo allacciato i rapporti con tutti coloro che sono coinvolti in questo problema: i nomadi stessi, la scuola, il volontariato, i residenti, le parrocchie. Stiamo costruendo relazioni anche con i singoli nuclei familiari per individuare i percorsi di uscita dai campi. Sono convinto che ce la faremo e che sarà un percorso condiviso da gran parte della città. In caso contrario, che avverrà? Si chiuderanno i campi o la situazione rimarrà così come è? La situazione non può rimanere così, non è giusto che rimanga così. Quello dei nomadi è un argomento scomodo, politicamente sconveniente, ma nel nostro territorio non ci possono essere famiglie ridotte a vivere così. E' possibile stabilire con molti di loro un patto sociale che, sono certo, sapranno rispettare. Chiedo a tutti di dare loro credito e chiedo anche a loro di rispettare le regole. Il PRG del sociale è una realtà? Come funziona la sinergia con Caritas e volontariato? All'inizio del mandato amministrativo non pensavo di trovarmi con il problema di gestire un'organizzazione interna impegnativa come quella di avere una brava dirigente chiamata però a sovraintendere a due importanti settori dell'Amministrazione: il sociale e il personale comunale. Ho quindi deciso di avviare il ,processo di costruzione del Piano Regolatore Sociale con l'arrivo del dott. Scapin, fatto avvenuto in questi giorni. Vorrei che questo Piano fosse pronto entro la fine dell'anno. Nel frattempo abbiamo incentivato i rapporti con la Caritas e tutte le organizzazione di volontariato: in questo primo anno ho dedicato moltissimo tempo ad incontrare gruppi, associazioni, volontari,... un ascolto prezioso, anche se impegnativo. Possiamo migliorare molto rispetto alla condivisione di percorsi e progetti. Sono ancora troppe le energie che si spendono senza una chiarezza di obiettivi: il Comune deve assumere questo ruolo di regia e di facilitatore della collaborazione tra associazioni. Vicenda dei bandi: dopo che lo scorso dicembre sono andati deserti quelli per i pasti, come è ora la situazione? E' andato deserto solo quello dei pasti a domicilio, gli altri due (assistenza domiciliare e centri diurni) li abbiamo sospesi per iniziare con Ipab e Ulss 6 una riflessione più ampia rispetto alle politiche sociali, trovando interesse e collaborazione. Nei prossimi giorni apriremo un confronto anche con il terzo settore. Tra qualche settimana sbloccheremo comunque la situazione relativa ai tre bandi e per rispetto di quanti stanno lavorando attorno a questi servizi preferisco non anticipare nulla. Lei è anche assessore alla Pace: è solo una nomina di facciata o un messaggio rivolto alla.. Ederle 2? La Pace è elemento costitutivo del nostro Comune. L'art. 2 dello statuto comunale impegna ogni amministrazione, indipendentemente dal colore politico, ad impegnarsi per la pace, i diritti umani e la cooperazione internazionale. La nostra terra vicentina ha conosciuto le sofferenze della guerra ed è diffuso l'impegno di molti uomini e donne per costruire una città di pace e per la pace. Quest'anno abbiamo sostenuto diverse iniziative in questo campo, siamo membri del Coordinamento degli Enti locali per la Pace di Perugia, abbiamo riattivato la casa per la pace di Contrà Porta Nova. E' stata gestita bene dal punto di vista della amministrazione comunale di centrosinistra la questione del Dal Molin? Stiamo facendo un percorso molto chiaro e limpido. Mi auguro che il Sindaco riesca a portare le nostre motivazioni anche all'attenzione del Governo Americano. Ogni tanto penso a quanto sarebbe bello riuscire a fermare la costruzione di questa seconda base americana: sarebbe un segno di speranza per tanti e soprattutto ripagheremo tutti coloro che sulle montagne vicentine hanno dato la loro vita per la nostra libertà sognando una mondo senza guerre. Una statua di Gandhi ad ottobre: chi la realizzerà, dove la collocherete e che significato dà all'opera? Al momento stiamo aspettando alcune indicazioni da parte del Console Indiano che ha voluto farci questa proposta. Da quello che ci siamo detti alcuni mesi fa la statua dovrebbe essere fornita direttamente dal Governo Indiano. La sua collocazione sarà frutto di un coinvolgimento anche della cittadinanza: può diventare un momento di democrazia partecipata. La statua di Gandhi può rappresentare un riferimento importante per la città, il segno di un'apertura al mondo, all'impegno per la pace e la nonviolenza, all'attenzione ai paesi più poveri, all'incontro tra cittadini di diverse nazionalità: tutti valori che nei suoi anni di storia, Vicenza ha saputo testimoniare con passione e convinzione. «Creare a S. Rocco una "cittadella del sociale", un polo unico che consenta di riunire le varie associazioni che si occupano di sociale, magari insieme a sportelli dell'Ulss». Lo ritiene possibile? E' un progetto possibile perchè sono molti a crederci: il Comune, la Fondazione Cariverona, il terzo settore, il volontariato, la scuola. Non sarà solo luogo delle associazioni, ma anche di servizi, di accoglienza di persone e famiglie in difficoltà, un luogo in cui, grazie al parco, si potrà sostare e giocare, un progetto in cui si potrà sviluppare ancora di più il polo scolastico di S. Maria Nova, con la presenza dell'asilo nido e della scuola materna. Per quanto riguarda invece la collaborazione con l'Ulss vedo strategica una maggiore vicinanza dei servizi sociali del Comune con quelli sanitari: le attuali nostre sette zone (corrispondenti alle ex circoscrizioni) potrebbero trovare una diversa collocazione ed essere strettamente integrate con quelle dell'Ulss. In questo modo potremmo migliorare i servizi, razionalizzare risorse, favorire l'interscambio delle competenze, liberare spazi comunali per metterli al servizio della cittadinanza e/o di altri servizi comunali.

Pubblicato il 13/04/2009

Etichette: dal molin giuliari giovanni assessore alla famiglia e alla pace nomadi stranieri


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