Intervista all'assessore alla famiglia e alla pace Giovanni Giuliari

Il settimanale La Domenica di Vicenza affronta le principali questioni sociali della città di Vicenza

Giuliari, le politiche del sociale sono ancora primarie per questa amministrazione comunale?

Non c'è alcun Comune che, in questo momento di crisi economica, non si preoccupi di dare priorità ai servizi sociali. Casomai la differenza sta nel come si attuano le politiche sociali. Noi stiamo portando avanti azioni e servizi che non vogliono alimentare le paure dei cittadini né basarsi sul rancore tra le diverse componenti della società civile, ma favorire l'inter-azione tra tutti i soggetti che compongono la città: giovani e anziani, uomini e donne, italiani e stranieri, nomadi e senza fissa dimora, persone diversamente abili e imprenditori. La complessità dei problemi e la carenza di risorse economiche ci stanno costringendo a ripensare le modalità con le quali una città si prende cura del sociale.

I continui tagli agli enti locali penalizzeranno le politiche del sociale nel prossimo futuro?

Se si continua a tagliare, rischiamo di arrivare ad uno scontro sociale. Oggi corriamo il pericolo, ad esempio, di non riuscire a inserire nuove persone diversamente abili (sempre più in aumento) nei centri diurni oppure di non rispondere alle richieste di aiuto economico delle famiglie o degli anziani che chiedono un'integrazione delle rette della case di riposo.

Parliamo di cose concrete. A che punto è l'accordo di programma con Ipab e Ulss?

Con l'arrivo del commissario dott. Zenere, l'accordo di programma ha avuto un'accelerazione. A breve mi incontrerò con le organizzazioni sindacali, i familiari degli ospiti, il volontariato per renderli partecipi di quanto stiamo realizzando. Poi pianificheremo i costi e le priorità, coinvolgeremo la Regione e la provincia affinchè l'accordo sia un risultato di tutta una comunità. Fondamentale è rendere partecipe anche la Conferenza dei sindaci dell'Ulss 6 affinchè nessun Comune si senta "tagliato fuori" dalle scelte che farà il Comune Capoluogo.

Si parla di mini case di riposo: alla fine era uno degli aspetti programmatici del centrodestra. Le buone idee non hanno colore politico?

E' necessario ascoltare l'avversario politico senza pregiudizi e valorizzare le idee positive per la città. Sulle mini case di riposo, strutture con un centinaio di posti letto, si era espresso in campagna elettorale il centrodestra, facendo proprio un orientamento della stessa Regione Veneto. E' una bella idea che vede l'anziano continuare ad essere presente nel territorio in cui ha vissuto. Saranno strutture in cui l'anziano ospite potrà continuare ad amare la vita e assumere ruoli che lo facciano sentire ancora utile alla società.

Era davvero una spina nel fianco l'Ipab di centrodestra? Impossibile il dialogo?

C'era un diverso modo di intendere i rapporti con il Comune, ma che non si discostava molto da quello che avveniva con AIM e AMCPS. La precedente amministrazione di centrodestra aveva, infatti, uno stile ed un modo di relazionarsi con "le strutture collegate" del tipo "ognuno faccia quel che vuole", mentre noi puntiamo molto sul ruolo di regia che deve avere l'Ente locale, pur riconoscendo poi l'autonomia delle singole realtà.

Come vede il prossimo Cda dell' Ipab. Di tecnici o politico?

La volontà dei partiti di voler occupare tutto, di non lasciare spazio ad altri, di non valorizzare le competenze e sensibilità delle altre forze sociali che costituiscono una comunità territoriale, sta facendo ritardare il rinnovamento delle nostre strutture e servizi pubblici. Il sindaco Variati ha avuto il coraggio di rompere questo schematismo partendo innanzitutto dalla formazione della sua Giunta e poi con la nomina del CdA di AIM. Sono convinto che i prossimi amministratori di Ipab saranno cittadini sensibili e competenti ai quali non sarà chiesto se hanno in tasca una tessera di partito, ma se vogliono dare indirizzi precisi alla direzione dell'Ipab affinchè Vicenza ritorni essere punto di eccellenza nel campo dei servizi residenziali per le persone anziane.

La cittadella del sociale a San Rocco è una buona idea e che contributo darà all'assistenza agli anziani in città?

Il progetto avanzato alla Fondazione Cariverona di realizzare a San Rocco la cittadella del sociale prevede la creazione di una pluralità di nuovi luoghi alcuni dei quali destinati al servizio pubblico (uffici del Comune, sedi di enti di privato sociale, la casa per la pace), altri a residenze accoglienti (servizi residenziali di comunità, emergenza abitativa, accoglienza turistica sociale, servizio civile volontario), altri ancora alla formazione. Sarà mantenuto e sviluppato il polo scolastico (asilo nido e scuola dell'infanzia), mentre saranno restituiti alla città il parco e le tre torri delle mura.. E' un progetto quindi pensato per tutta la città e non per l'assistenza degli anziani che potranno comunque beneficiare del parco e di alcuni servizi.

Una altra peculiarità inserita nel Pat riguarda gli alloggi popolari. Ce ne parla?

Il Pat vuole rispondere alla crescita della domanda di alloggi sociali in locazione e per questo ci siamo impegnati a perseguire l'obiettivo di realizzare nel prossimo quinquennio 475 nuovi alloggi e 150 alloggi a canone agevolato (housing sociale).

Una altra piaga di questi tempi riguarda lo sfruttamento della prostituzione: come è la situazione a Vicenza?

I dati sono preoccupanti. Abbiamo appena concluso una ricerca attraverso la nostra unità di strada: nel corso del 2009 sono state contattate 207 persone di cui 49 nuovi contatti. Le donne sono state 165, i trans 42. Abbiamo monitorato anche i siti internet e gli annunci sui giornali e nell'ultimo anno abbiamo rilevato che a Vicenza e nei comuni limitrofi (Altavilla, Montecchio Maggiore, Creazzo) si prostituiscono in casa 439 persone e in casa/fuori 86, per una "prostituzione indoor"pari a 525 persone (374 donne e 151 trans)

Da dove provengono soprattutto? E che si fa per cercare di reinserirle?

In strada si prostituiscono soprattutto donne africane (85) e dell'est europa (68), in casa sono donne provenienti dall'America Latina (144) e italiane (63). Le nostre azioni sono svolte attraverso un progetto regionale che vede un camper percorrere la statale 11 al fine di offrire materiale informativo in lingua d'origine e cercare un contatto umano. 18 persone hanno chiamato il numero telefonico predisposto per il servizio ed abbiamo offerto loro servizi sanitari o la tessera sanitaria

C'è differenza tra chi si prostituisce in strada e chi in appartamento? E' in aumento

Sono diverse le nazionalità di chi si prostituisce in strada e chi in appartamento. La prostituzione indoor è in preoccupante aumento dovuta anche alle diverse ordinanze che colpiscono anche i clienti. Non può essere solo questo strumento a risolvere il problema. Ancora una volta pensiamo solo ad allontanare i problemi e non a risolverli.

La questione nomadi è un'altra patata bollente: come la risolverete?

Con un lavoro paziente, ma determinato, che veda il coinvolgimento dei cittadini ed un patto sociale con le famiglie nomadi che vogliono inserirsi nel mondo del lavoro e far studiare i loro figli. Sono convinto che riusciremo a costruire una città più accogliente anche in questa direzione e nel contempo ad ottenere dai sinti e dai rom un comportamento che, non rinnegando le loro tradizioni, saprà testimoniare il loro desiderio di diventare a tutti gli effetti cittadini di Vicenza. Intanto cerchiamo di ottenere i fondi messi a disposizione dal ministro della Lega Maroni per mettere in sicurezza e migliorare la qualità della vita degli attuali campi e poi, a fronte di impegni precisi ed espliciti delle famiglie sinte e rom, proporremo soluzioni abitative alternative ai campi.

Pubblicato il 25/12/2009

Etichette: rom e sinti giuliari giovanni assessore alla famiglia e alla pace anziani ipab nomadi


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