Intervista su "La Domenica di Vicenza"

Giuliari, dopo le recenti dichiarazioni, quale sarà il ruolo di Vicenza Capoluogo all'interno del Centrosinistra?Sarà quello di stimolare e promuovere il suo rinnovamento attraverso la capacità di aprirsi alle realtà sociali, culturali, professionali, categoriali e costruire insieme risposte ai bisogni e alle speranze dei cittadini. Non si tratta solo di creare spazi comunque di minoranza per queste realtà sociali, dove le scelte fondamentali sono definite dalle segreterie dei partiti o da qualche possessore di tessere, ma di ripensare la stessa struttura dei partiti.Il centrosinistra deve proporsi alla città avendo a disposizione un progetto politico per i nostri tempi, con una classe politica omogenea, in assoluta sintonia con il progetto proposto.Vicenza capoluogo si sta impegnando per una stagione di partecipazione politica e disponibilità all'ascolto, attraverso la costruzione di una nuova forma di organizzazione politica del centro sinistra.E quale sarà la linea di opposizione alla giunta Hullweck?Cercheremo di essere più minoranza che opposizione, svolgendo un attento lavoro di controllo, verificando che la maggioranza compia in ogni occasione atti rispettosi della dignità e libertà di tutti i cittadini. L'esercizio del potere non può prevaricare le regole democratiche. Vivremo il nostro impegno politico senza demonizzare gli avversari, avendo rispetto per chi ha opinioni diverse, portando una critica obiettiva, propositiva e costruttiva al programma dell'amministrazione.Ritiene l'opposizione già divisa? Perché non vi è stato un incontro fattivo?Ma quando mai è stata unita in questa fase elettorale? Le stesse dichiarazioni fatte dai principali leader del centrosinistra a elezioni concluse, hanno dimostrato la mancanza di un percorso condiviso: l'unica cosa che hanno saputo fare è stata quella di scaricare su Vicenza Capoluogo le responsabilità della sconfitta. Non ci possono essere incontri fattivi se non si parte da un'analisi seria e obiettiva della sconfitta elettorale.Non teme la possibilità di una campagna acquisti della maggioranza all'interno del suo movimento?La maggioranza, così come i partiti del centrosinistra, sono liberi di fare qualsiasi campagna acquisti. Vicenza Capoluogo cercherà di proporre e vivere ideali, valori, contenuti e metodi capaci di generare fedeltà, fiducia, fantasia. Più che preoccuparci di cosa faranno gli altri cercheremo di avere e di mantenere un progetto per il quale più uomini, donne e giovani della città siano disposti a spendersi ed a collaborare.Nuovo Progetto fu una esperienza simile alla vostra, poi naufragata. Che dovrete fare per evitare di fare la stessa fine?Mantenere la capacità di creare relazioni con l'ambiente e con le persone, nonché di relativizzare la stessa nostra esperienza, attraverso opportune verifiche in grado di aiutarci ad essere fedeli allo spirito originario che ha spinto la nascita della nostra iniziativa. Umiltà, pazienza, tolleranza, ascolto, partecipazione, competenza sono alcuni valori che ci aiuteranno a non perdere la rotta o a correggerla.E' recente l'intervista di Luca Romano che accusa parte del C.S. di non aver saputo trovare compattezza su proposte nuove, oltre Riboni, e comunque di non essere riuscito a dialogare con il mondo dell'associazionismo. Concorda?Condivido l'analisi fatta da Luca Romano. Il cambiamento spaventa molti, anche in politica. Molti leader vicentini pensano più ai loro percorsi elettorali o partitici, che a leggere e interpretare gli scenari e le istanze dei cittadini. Sta in questa incapacità di dialogo la sconfitta del C.S.?Anche, ma non solo. Il fatto che il centrosinistra sia avanzato in quasi tutta l'Italia e non a Vicenza, dimostra che nella nostra città esista anche un grosso problema di leadership: nonostante le sue quattro sconfitte elettorali consecutive il centro sinistra non è riuscito a rinnovare in maniera forte e decisa la propria classe dirigente e soprattutto a non aprirsi alle donne e ai giovani.A livello organizzativo quali strade percorrerete per dare struttura al vostro movimento?Cercheremo di valorizzare sia l'esperienza dell'Associazione civica che della Lista Civica, attuando un'organizzazione flessibile e dinamica, in grado di mettere al primo posto le persone e le loro idee più che i tecnicismi organizzativi. Per ottobre abbiamo pensato ad un'assemblea organizzativa finalizzata a favorire la partecipazione dei cittadini alla costruzione della propria città.Giuliari, si sente un leader di una parte del C.S. o uno dei tanti segretari dell'Ulivo che risponderanno a Riboni? E' lui il capo dell'opposizione?Per le cose dette finora mi sento leader di un'Associazione che sta cercando di dare voce a una grande fetta dell'elettorato del centro sinistra, ma non solo. Sarà il tempo e soprattutto la gente a decidere chi sarà il leader dell'opposizione. Al momento io mi sento uno dei candidati possibili.Rifarebbe le stesse scelte di prima dell'appuntamento elettorale o cambierebbe qualcosa?Farei le stesse scelte, ma mi impegnerei di più per evitare che ci sia il 39% di cittadini che non va a votare. E' la cosa che più mi è dispiaciuta di questa campagna elettorale. E' il partito più forte della città e nessuno se ne può rallegrare.

Pubblicato il 28/06/2003

Etichette: giuliari giovanni


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