La crisi nell'ente fiera: c'è bisogno di una nuova classe dirigente vicentina

La situazione venutasi a creare con le nomine per l'Ente Fiera dimostra quanto difficile sia costruire all'interno della nostra realtà vicentina percorsi condivisi, in grado di perseguire obiettivi e strategie che vedano una classe dirigente capace di fare sintesi e creare alleanze durature.C'è, a nostro parere, una crisi delle rappresentanze politiche e imprenditoriali troppo spesso impegnate più ad invadere i rispettivi territori d'azione che a rispondere al ruolo specifico per cui sono nate. Manca oggi una leadership politica che sappia costruire con pazienza una doverosa e necessaria azione di ripristino del controllo dell'Ente Fiera da parte degli enti pubblici ma che non può sfociare in un'assurda e vergognosa guerra interna tra partiti e correnti di partito.Sempre più è richiesta alla politica la capacità di coniugare mezzi e fini. Il come si costruisce un percorso diventa importante quanto il delineare bene l'obiettivo che si vuole raggiungere. Non è stato certamente un bell'esordio per coloro che in questi mesi hanno proclamato come la politica non debba lasciare ad altri la gestione della Fiera! Forse un po' meno di arroganza avrebbe aiutato a prevenire una situazione così vergognosa.Politica ed economia devono continuare a parlarsi ed interagire riconoscendo però alla prima il ruolo di governare e di decidere le politiche e le strategie economiche della comunità vicentina che dovranno necessariamente tenere conto non solo dei bisogni delle imprese, ma anche delle famiglie, degli anziani, dei giovani, del mondo del lavoro, dell'ambiente e del territorio.La nuova classe dirigente vicentina potrà svilupparsi solo se i leader politici, delle categorie economiche, delle associazioni sindacali non saranno animati dalla volontà di sedersi su più sedie, ma dal desiderio di dare spazio a nuovi soggetti, possibilmente giovani e donne, che per le loro competenze professionali, onestà e passione civica possono portare nuovi e creativi contributi al futuro della nostra economia e delle sue strutture operative.Dispiace nel contempo aver visto le Organizzazioni di rappresentanza degli imprenditori ritenere loro interlocutori solamente le forze politiche della maggioranza: solo ai segretari dei partiti della Casa delle libertà è stato infatti presentato il loro progetto di creare una Fondazione per la gestione dell'Ente Fiera. Una scelta discutibile e che non vorremmo riproducesse anche nell'ambito dell'economia quel cattivo comportamento assunto dall'Amministrazione Hullweck di non valorizzare e riconoscere il ruolo delle minoranze. Una scelta che stride rispetto al recente invito fatto da una parte del Gruppo di Forza Italia della Provincia che chiede invece di aprire le porte del Consiglio di Amministrazione dell'Ente fieristico anche alle minoranze.Questa proposta e la stessa richiesta avanzata dagli Ordini e Collegi professionali della provincia di una loro presenza all'interno della Fiera ci pare debbano essere valutate con estrema attenzione da una politica che voglia veramente assumere il ruolo di guida e di indirizzo della nostra economia vicentina.Giovanni GiuliariCapo gruppo consigliareLista Civica Vicenza Capoluogo

Pubblicato il 30/03/2005

Etichette: ente fiera giuliari giovanni


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