La lista civica Vicenza Capoluogo propone una campagna di educazione civica.Il piano quadro programmatico per l'eliminazione delle barriere architettoniche (P.E.B.A.) predisposto dall'assessorato agli interventi sociali del Comune ed approvato in questi giorni dal Consiglio comunale di Vicenza va apprezzato sia per i suoi contenuti che per il metodo seguito: l'ampio coinvolgimento dei soggetti che operano nel settore dei diversamente abili ha sicuramente condizionato, in positivo, l'importante provvedimento. Significativa è stata anche la collaborazione iniziata con l'istituto per geometri A. Canova, non solo per il fatto che viene coinvolto il mondo scolastico in una partecipazione diretta alla costruzione della città, ma perché vengono sensibilizzati i giovani sul tema delle diverse abilità.Proprio verso i giovani sarebbe opportuna un'ulteriore azione di educazione civica capace di aiutarli a migliorare i comportamenti quotidiani verso le persone che sono più in difficoltà. Potremmo infatti riuscire a studiare marciapiedi, semafori, percorsi urbani, ma tutto ciò non servirà a nulla se si continuerà, ad esempio, parcheggiare l'auto su un marciapiede, sbarrando in questo modo la strada a una persona che si muove su una sedia a rotelle, a un cieco, a una mamma o a un babbo con il passeggino. Potremmo correre il rischio di avere un bel piano che elimina le barriere architettoniche, ma nel contempo potremmo aver continuato a realizzare altre nuove barriere che nessuna delibera potrà mai togliere. Le città hanno bisogno di campagne di educazione civica perché ognuno di noi, con i suoi comportamenti, non crei a sua volta altre barriere: troppo poche sono infatti nella nostra città le mani che si allungano per accompagnare un anziano nell'attraversamento di una strada oppure coloro che si alzano dal sedile del bus per far accomodare una persona diversamente abile, una donna incinta, un invalido, una vecchietta malferma. Una sana amministrazione non deve quindi intervenire solamente sulle strutture, ma anche sui comportamenti e sull'educazione dei suoi cittadini.Per questo proponiamo che l'Amministrazione Comunale, magari con l'aiuto di qualche sponsor, stampi, ad esempio, così come ha fatto il comune di Pistoia, dei manifesti con un messaggio di pubblica utilità da affiggere nei punti di grande transito nella città oppure dei volantini che gli stessi vigili urbani potranno distribuire per accompagnare le multe per la sosta di auto sui marciapiedi.Virtù civiche diffuse tra i cittadini e correttezza ed efficacia dell'azione pubblica interagiscono positivamente e si rafforzano reciprocamente. Il dovere di una buona amministrazione è quindi non solo quello di reprimere i comportamenti dannosi per la collettività, ma anche di educare e spingere i cittadini al rispetto delle regole. Quando si tratta di modificare atteggiamenti e comportamenti il terreno cruciale è quello dell'educazione. Un'educazione che non può essere solo delegata alla scuola e alla famiglia, ma che deve trovare anche nell'Ente Locale un promotore ed un sostenitore del comportamento civico. Giovanni Giuliaricapogruppo consiliare
Pubblicato il 23/09/2005
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