Manifestazione 15.12.07 - lettera al direttore de il giornale di vicenza

L'articolo 2 della Costituzione Italiana afferma: "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale". E l'art. 18 della Carta dei Diritti dell'uomo, a cui si ricollega la nostra Costituzione dice: "Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti."Credo non sia casuale che l'art. 2 della Costituzione venga prima degli articoli 19, 4, 41, 30 e 16 indicati nella lettera che il Sindaco di Vicenza e il Presidente della Provincia hanno inviato al Ministro degli Interni riguardo alla programmata manifestazione del 15 dicembre da parte dei gruppi contrari alla nuova base militare americana al Dal Molin e riportati nell'articolo del Giornale di Vicenza del 15 novembre u.s.Mi permetto di osservare che la Carta Costituzionale non può e non deve essere invocata senza tener conto che esiste al suo interno un ordine sostanziale alle norme. Credo che la libertà di pensiero e di manifestazione delle idee venga prima di altri diritti e libertà. E la ragioni sono molteplici.La prima è che il vietare di esprimere il proprio pensiero e di manifestarlo pubblicamente, salvo non ci siano ragionevoli e motivate condizioni di ordine pubblico e di possibili violenze (mi risulta che tutte le manifestazioni del NO al Dal Molin siano state oltremodo pacifiche), non possono ragionevolmente essere vietate. E ciò non riguarda la questione del Dal Molin ma qualsiasi altra questione.Non vorrei mai che capitasse (e siccome non si sa mai nella vita!), in un'occasione meno favorevole alla linea politica dei rappresentanti delle Istituzioni vicentini, di dover subire il divieto di espressione del loro pensiero su altre questioni. Personalmente mi opporrei con fermezza a chiunque solo chiedesse il divieto di manifestare da parte del Sindaco di Vicenza e del Presidente della Provincia.C'è una ragione ulteriore. Non si può pensare che - cito quanto scritto nell'art. del 15 novembre scorso da Gian Marco Mancassola - "la manifestazione si preannuncia particolarmente massiccia e fortemente avversata da parte della comunità vicentina". Sarei curioso di sapere se per caso è stato fatto un referendum su quanto affermato dai due esponenti politici vicentini. E contestabile questa loro affermazione perché ci sono altrettanti vicentini che non solo desiderano manifestare pacificamente il loro pensiero ma che sono contrari al Dal Molin. Io tra questi. Ricordo che le responsabilità politiche impongono a chi rappresenta le Istituzioni di tener conto delle varie posizioni presenti.E' poi pericoloso imbavagliare chi manifesta il proprio pensiero in modo pacifico. E' del tutto inutile far finta di non considerare quelli che sulla faccenda Dal Molin la pensano in modo diverso. Nella storia ci sono stati illustri casi che hanno portato a derive antidemocratiche alla censura e all'imbavagliamento. Noi, Italiani, abbiamo pagato a caro prezzo questa logica. Forse il Sindaco e il Presidente si sono dimenticati di questa nostra storia?C'è poi una considerazione di ordine metodologico. Non ho visto il testo della lettera ma solamente quanto riportato nell'articolo del Suo Giornale. Mi sia consentito dire che un conto è far presente un problema al ministro ed un altro conto è dirgli quello che deve fare: "vanno vietati i cortei contro il Dal Molin..."!Da ultimo sappiamo che la vicenda Dal Molin ha lacerato la comunità vicentina. Questo è il dato di fondo che i rappresentati delle Istituzioni vicentine debbono considerare. Lo vogliano e no! Vogliamo lacerare ancora di più? Pensiamo che così facendo Vicenza possa recuperare un po' di serenità? Se poi consideriamo la politica come strumento di mera rottura ed espressione di "forza" in un senso e nell'altro, credo che non solo non facciamo il bene dei cittadini di Vicenza ma ci esponiamo ad una riduzione della democrazia a lotta e basta. Francamente mi pare non condivisibile un visione del genere. E la libertà di manifestare il pensiero è la cartina di tornasole di una sana democrazia.Vivere la democrazia non è cosa semplice. Capisco anche le ragioni dei commercianti ma non credo che una giornata di manifestazione faccia tracollare le vendite nel periodo natalizio. Forse bisognerebbe fare qualche altro ragionamento in proposito, un po' meno strumentale. Non si capisce poi perché alcune manifestazioni siano state tollerate ed altre non dovrebbero esserlo (es. quelle degli studenti!).Ad oggi io non so ancora come potrà essere organizzata la manifestazione del 15 dicembre. Credo comunque che sia nell'interesse di tutti tener conto delle necessità degli altri. Mi auguro comunque che a Vicenza si possa ancora manifestare il proprio pensiero con libertà e nel rispetto di tutti perché se così non fosse la democrazia verrebbe minata alle radici. Lucio Turra

Pubblicato il 10/12/2007

Etichette: dal molin


Immagina casuale

Icona appuntamenti Appuntamenti

Attualmente non sono previsti appuntamenti in scadenza.

Icona diventa socio Diventa socio

Scopri come diventare socio dell'associazione civica Vicenza Capoluogo!

Icona contribuisci Contribuisci con un bonifico

VICENZA CAPOLUOGO
Banca Etica Agenzia di Vicenza IBAN:
IT90 M 05018 11800 00000511900

Diario dal Consiglio Comunale

Fotografia del consigliere Filippo Zanetti