Prima la legge o la politica

Le vicende locali e nazionali di questi giorni inducono ad una riflessione sul rapporto tra legalità e politica. Dalla presentazione delle liste in ritardo alla vicenda delle oltre 300 osservazioni sul PAT, si cerca sempre di dare una risposta "politica" che dovrebbe consentire un superamento del dettato normativo. Il consiglio comunale di ieri si è concluso molto male. Per noi civici non è mai bello quando manca il numero legale. Quel consiglio non doveva essere fatto, e il suo svolgimento ha dimostrato l'intento ostruzionistico dell' opposizione nascosto dietro all'ascolto dei cittadini. La normativa regionale sull'approvazione del PAT parla molto chiaro a riguardo delle osservazioni, volerle dibattere in Consiglio è inutile ai fini della sua approvazione. E' utile solo a far slittare i tempi della conferenza dei servizi, in modo da dover attendere le elezioni e la nuova giunta, e quindi perdere un altro anno di tempo prima di iniziare a realizzare gli interventi previsti. Ignorare la norma, ingorgare di lavoro gli uffici del comune e dell'assessorato all'urbanistica, indire 300 sedute del consiglio comunale (300 x 3500 euro = 1.050.000 euro di costo di sole sedute) è un comportamento irresponsabile, un "teatrino" stucchevole e costoso, che provoca la paralisi assoluta del Comune a vantaggio di nessuno. E' bene che i cittadini conoscano questi comportamenti e valutino poi se fidarsi o meno di chi li rappresenta. Ai cittadini noi ci sentiamo solo di garantire che l'ufficio tecnico dell' assessorato ha svolto una accurata lettura e catalogazione di tutte le osservazioni, eliminando quelle non pertinenti al PAT, e valutando quelle che, in base alla normativa regionale, servono a migliorare, specificare meglio, correggere l'impianto del Piano così come coopianificato dalla Regione con il Comune. Il populismo è una forma di governo diversa dalla democrazia, estraneo al nostro ordinamento. Chi vuole derogare allo "stato di diritto" compie un grave atto di irresponsabilità nei confronti della collettività che lo ha delegato come rappresentate. Non condividiamo né il mezzo (ostruzionismo) e neppure il fine (rallentamento attività amministrativa), inutili giochetti politici di chi è capace solo a praticare la politica fine a se stessa, come valore assoluto da preservare e perpetuare, dimenticandosi della gente che dovrebbe rappresentare. Vicenza ha bisogno di un Pat che diventi operativo, per poter iniziare a dare un volto nuovo alla città. L'opposizione è capace, quando vuole, a fornire contributi responsabili, costruttivi e utili a tutti, per questo per noi ha ancora senso il dialogo e la collaborazione, nelle rispetto dei ruoli di ciascuna forza per la ricerca tutti insieme del bene comune.

Filippo Zanetti e Stefano Soprana (Consiglieri Comunali di Vicenza Capoluogo)

Pubblicato il 15/03/2010

Etichette: consiglio comunale pat soprana opposizione osservazioni zanetti


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Diario dal Consiglio Comunale

Fotografia del consigliere Filippo Zanetti