Primarie

PRIMARIE (la Domenica di Vicenza del 22 marzo 2003)Le primarie ben s'inseriscono all'interno di quel processo finalizzato ad un rapporto più stretto tra partiti e cittadini.Nei nostri incontri circoscrizionali abbiamo potuto avere la conferma di come i cittadini desiderano partecipare alla vita politica della città e poiché la partecipazione è considerata, in particolare nello schieramento di centrosinistra, un valore, le primarie consentono di mettere in pratica questo valore e di metterlo a disposizione di tutti coloro che lo desiderino.Essendo un'iniziativa di democrazia partecipativa, le primarie si fondano su regole e modalità certe, trasparenti e condivise.Mi pare opportuno evidenziare che quanto più il percorso alle primarie sarà lungo, tanto più sarà defatigante, quanto più sarà protratto nel tempo tanto più diventerà probabile che la partecipazione, invece di crescere, diminuirà.Parlare di primarie significa parlare di un basilare diritto democratico, il diritto di partecipare alla politica, riconosciuto a tutti i cittadini in ogni democrazia e di dare loro la possibilità di scegliere il leader ed il programma della propria parte politica. Una coalizioni di partiti che avesse scelto bene il proprio candidato sindaco e che per questo motivo si sentisse appoggiata dalla propria base elettorale, non avrebbe alcuna paura di sottoporsi al suo giudizio, ma al contrario vedrebbe in tale processo uno strumento per rafforzare ulteriormente la propria immagine.A me non pare che il centro sinistra sia oggi di fronte ad una divisione tra due candidature, bensì ad una preoccupante spaccatura tra base e vertice. Si avverte, infatti, sempre di più la necessità che la proposta di candidature non sia più riservabile solo ai partiti e alle loro segreterie e che un percorso nuovo aiuterebbe a difendere l'integrità stessa dei partiti ed il loro ruolo centrale quali strumenti dei cittadini, così come previsto dalla Costituzione.Il non volere le primarie, ben organizzate e ben regolamentate, potrebbe indurre il cittadino a pensare che le segreterie dei partiti non le vogliono perché comporterebbero da parte loro una cessione di potere ai cittadini. Accogliere la coraggiosa e bella proposta di Vincenzo Riboni, che attendo ancora però di conoscere nei dettagli e nelle modalità organizzative, non significa assolutamente smantellare quanto i partiti hanno costruito insieme in questi mesi, ma mettere la propria posizione di potere e d'influenza al servizio della città e dei suoi abitanti.Le primarie, proprio perchè sono uno degli strumenti e dei canali più importanti della democrazia partecipativa, devono godere il massimo rispetto da parte di tutti e non ci è consentito di ""scherzarci sopra"". Sono convinto che sono molti i vicentini che vogliono contare, dire la propria idea su questa situazione, e che vogliono soprattutto diventare decisivi.Giovanni Giuliari

Pubblicato il 22/03/2003

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