1. SIAMO INTERESSATI AD UNIRE Siamo cittadini variamente impegnati e seriamente interessati alle vicende sociali e civili della nostra città, desiderosi di lavorare ad una sua ricomposizione sociale e culturale, cogestita dalla stessa società civile.Questa ricomposizione va attuata dando spazio alle forze presenti sul territorio, ai movimenti, ai centri culturali, alle associazioni imprenditoriali ed ai mondi vitali nonché alla composita realtà del terzo settore e del volontariato. E' importante che i cittadini vivano uniti accettando le diversità e, a partire da quanto li unisce, li spinga a costruire una città diversa.E' nostro sincero desiderio aprire un tavolo di confronto paritario su cui chiamare movimenti, partiti e città a coinvolgersi e far nascere così un dialogo tra parti della società civile che hanno a cuore il bene comune e i partiti costituzionalmente incaricati della rappresentanza dei cittadini.Per questo siamo interessati a:- unire la società civile alle forze dell'Ulivo;- unire la città alla sua Amministrazione;- unire la Vicenza della solidarietà alla Vicenza dell'operosità (Vicenza è una città piena di iniziative solidaristiche ed altrettanto di iniziative imprenditoriali: le due realtà possono e devono essere riavvicinate in nome dell'iniziativa personale e del protagonismo che le accomuna)- unire i dirigenti e dipendenti comunali all'Amministrazione e ai cittadini (un rapporto nuovo fatto di rispetto e attenzione piena)- unire le generazioni, le categorie, i diversi utenti tra loro (Vicenza va pensata immaginando di percorrerla con il passo esitante e magari con la stampella o la carrozzina di un anziano o di un disabile, Pensando ai tempi di una donna che nelle 24 ore deve incastrare il lavoro professionale, quello di cura, le proprie esigenze e la sua socialità. Cercando di capire cosa serve ad un gruppo di adolescenti per comprendere che il loro tempo libero non è un contenitore vuoto da riempire di corse in motorino e di spinelli. Conciliando le esigenze dei pedoni con quelle degli automobilisti e degli operatori economici rendendo la città più vivibile e riducendo al contempo lo stress, l'anonimato, il disagio sociale)- unire la città alla natura e alla campagna (il benessere che la nostra città ha saputo produrre in questi anni non può compromettere la qualità della vita. La rinascita della città deve trovare soprattutto nella questione ambientale il suo punto forte: potenziamento del trasporto pubblico quale servizio alla città ed ai cittadini in primo luogo, creazione di parchi, sistemazione dei cortili scolastici e condominiali, miglioramento dell'arredo urbano, percorsi di collegamento alle aziende agricole a ridosso del centro) 2. UNA VICENZA CAPOLUOGO La nostra proposta nasce dal desiderio di reagire ad uno stato di cose preoccupanti che in questi ultimi anni hanno depotenziato il ruolo di Vicenza capoluogo.La nostra realtà cittadina, certamente viva per iniziative culturali, sociali ed economiche, soffre, infatti, della mancanza di un disegno progettuale condiviso, capace di dare credibilità a Vicenza capoluogo nei confronti di tutto il territorio provinciale in un'epoca di grandi trasformazioni economiche, sociali e istituzionali.Se la voce veneta è poco avvertita a Roma da tantissimo tempo, dobbiamo prendere atto che quella della città di Vicenza non arriva nemmeno ai confini della nostra Provincia. Non è la nostra una forma di campanilismo, ma la convinzione che la realtà sociale di Vicenza meriti una guida istituzionale più forte, unita e determinata.Essere il capoluogo dell'area vicentina è già un titolo sufficiente per la città, perché Vicenza è nota nel mondo per la sua produzione e le sue cittadine (Bassano, Schio, Asiago, Marostica, Arzignano, Valdagno, Thiene, Recoaro, ecc) rappresentano un tessuto multicentrico che pochissime province hanno.Vicenza che è un piccolo capoluogo, può essere il capoluogo nel senso di servizio di collegamento del territorio e per questo deve ricercare una costante collaborazione con tutti gli Enti provinciali, in particolare con l'Amministrazione provinciale e la Camera di Commercio.Gli Enti della città (AIM innanzitutto) non possono essere gestiti sfruttando la rendita di posizione ai danni dei comuni contermini che usufruiscono e concorrono allo sviluppo dell'attività degli stessi, ma devono favorire il coinvolgimento diretto e partecipativo di tutte le Amministrazioni interessate.La politica urbanistica, la rete dei servizi, la gestione dell'ULSS, le strade ed i collegamenti dei trasporti devono vedere la città integrata con il territorio: Vicenza può e deve fare ""rete"" ed i suoi progetti più ambiziosi devono essere messi in cantiere insieme a tutte le forze economiche e sociali interessate. 3. UNA CITTA' CHE CREA VALORI La nostra proposta vuole venire incontro alle attese delle persone, cittadini, associazioni, gruppi di volontariato, categorie del lavoro e dei ceti produttivi. Per questo pensiamo ad una città capace di creare laboratori sul territorio che, a partire dalle necessità concrete (famiglia, lavoro, scuola, tempo libero, ...) diffondano la cultura della legalità e della solidarietà, impegnino i cittadini ad essere protagonisti responsabili. In questo modo aiuteremo la città a colmare l'innaturale frattura tra istituzioni, partiti e società civile.E' fondamentale che il nuovo sindaco sia:- un sindaco anche per quelli che non lo hanno votato;- un sindaco anche per quelli che non condividono le sue scelte;- un sindaco capace di rapporti nuovi e collaborativi;- un sindaco capace di unire le diversità.La nostra idea nasce dalla convinzione che è necessario mettere in relazione tra loro più soggetti ed ambienti possibili perché, solo attraverso l'apporto e la specificità di ognuno, si può costruire una città dove, oltre alla giusta preoccupazione per la sicurezza dei cittadini, crescano vicentini aperti, partecipativi e responsabili.Un programma per la città deve quindi nascere dando una particolare attenzione:- alla cultura che nasce dal ""basso"", nelle scuole, quartieri, piazze, gruppi amatoriali,... ai servizi culturali più che alle manifestazioni di immagine;- alla collaborazione tra pubblico e privato;- all'attività di prevenzione del disagio sociale;- alla qualità della partecipazione dei cittadini, valorizzando e rafforzando le circoscrizioni, i luoghi e le forme di aggregazione dei bambini, donne, giovani, anziani, operatori economici e sociali.Tutte le componenti della società civile, partiti compresi, potranno così percorrere insieme una strada in cui tutti hanno la possibilità di occupare un proprio posto, legittimato da tutti e indispensabile perché Vicenza possa continuare a migliorare non solo la qualità della vita, ma anche la qualità delle relazioni.
Pubblicato il 04/02/2003
Etichette: vicenza capoluogo programma ulivo
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