Roberto Damiani è morto

L' improvviso aggravarsi della malattia che lo affliggeva da tempo: aveva 64 anni. L'ultima uscita pubblica all'assemblea del Partito democratico venerdì scorso.

da Il Piccolo di Trieste del 12 febbraio 2008

L' improvviso aggravarsi della malattia che lo affliggeva da tempo: aveva 64 anni. L'ultima uscita pubblica all'assemblea del Partito democratico venerdì scorso. L'addio di Trieste, fu vicesindaco nella giunta Illy e parlamentare. Camera ardente in Municipio.

Ha lottato fino all'ultimo contro la malattia, con la tempra che ne aveva sempre caratterizzato l'esistenza. E se n'è andato in silenzio e all'improvviso, proprio quando alcuni avevano creduto di intravedere nella sua ultima apparizione pubblica i segni di un miglioramento. È morto ieri mattina nella sua casa di Trieste l'ex deputato Roberto Damiani.Aveva 64 anni e da alcuni anni era affetto da una forma degenerativa del morbo di Parkinson, l'atrofia multisistemica.

I funerali si terranno sabato 16, preceduti da una camera ardente allestita nel Municipio, per permettere alla cittadinanza di rendergli omaggio.Damiani, uomo di cultura, critico e scrittore, ha legato il suo nome alla lunga stagione, dal 1993 al 2001, in cui l'amministrazione guidata da Riccardo Illy è stata alla guida del Comune.Anni intensi, con la prima giunta di centrosinistra eletta dopo decenni di liste civiche o pentapartito e con Damiani, nel ruolo di vicesindaco e assessore alla Cultura prima e allo Sport poi, chiamato a interpretare uno degli uomini più in evidenza nel gestire il cambiamento, anche e soprattutto culturale.Da braccio destro di Illy aveva gestito ad esempio la trasformazione di piazza Unità, in anni in cui Trieste era ancora una città decisamente più restìa a digerire le novità, di qualsiasi genere potessero essere.La sua personalità, un riserbo naturale che diventava contagioso entusiasmo appena sentiva di potersi fidare del suo interlocutore, alcuni suoi piccoli vezzi (uno tra tanti, la predilezione per le cravatte di Hermes, generalmente scelte nelle varie sfumature del giallo) ne avevano fatto in poco tempo un personaggio popolarissimo.

In quello stesso periodo era stato grazie al suo grande impegno che le vecchie Scuderie di Miramare, abbandonate da decenni, erano diventate un contenitore multiculturale dove erano state ospitate mostre di successo come quelle sui Daci e poi Cristiani d'Oriente, Ebla, Le vie del Mondo ? Shalom Trieste, Siberia, Sissi, e si deve a una sua intuizione, da presidente del Teatro Stabile, l'arrivo in città di Antonio Calenda.Anche politicamente Damiani è stato un precursore, legando il suo nome ad almeno due iniziative che hanno lasciato il segno nel panorama locale e nazionale, la lista «con Illy per Trieste», più tardi cambiata, una volta a contatto con le elezioni regionali, in «Cittadini per il presidente», e l'associazione «Governo Civico», organo esecutivo del Coordinamento Civico Nazionale, la rete federativa delle liste civiche italiane, della quale è stato presidente importando l'esperienza triestina .

Damiani ha anche avuto un'esperienza parlamentare (era stato eletto alla Camera nel 2001) ricoprendo l'incarico di segretario della Commissione Politiche dell'Unione Europea e di Presidente del Gruppo Misto nella Commissione Cultura. Un impegno sempre svolto al massimo delle possibilità fisiche che dal 2002, con l'insorgere della malattia, avevano cominciato progressivamente a ridursi.Abbandonata Roma, Damiani era tornato alle origini, riscuotendo con i «Cittadini» alle elezioni municipali un notevolissimo successo personale e ritornando in quel Comune nel quale era partita la sua avventura politica.

La progressione della malattia lo aveva alfine costretto, nello scorso novembre, a farsi da parte perchè, come aveva sintetizzato lui stesso con la consueta onestà intellettuale, «un consigliere deve parlare con la gente e in aula, io sono impedito. Si tratta di coerenza, anche verso gli elettori che mi votarono».Nelle settimane scorse aveva ricevuto dal sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, il sigillo trecentesco della città «quale riconoscimento del suo alto contributo all'amministrazione e alla politica».Venerdì scorso, ultima sua uscita ufficiale in pubblico, aveva partecipato all'assemblea cittadina del Partito Democratico. Come ricorda il coordinatore del Pd, Cristiano Degano, che nell'occasione gli aveva consegnato l'attestato di «fondatore del Partito Democratico», «non dimenticheremo mai lo sguardo grato che ci ha regalato quel giorno, pieno di sofferente umanità». E, va aggiunto, un'uscita dalla scena della vita di grande, estrema dignità.(Furio Baldassi)

Pubblicato il 12/02/2008

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