Nei diciassette mesi in cui la delibera sul regolamento per la gestione dei campi nomadi è stata ferma negli uffici del Comune, il centrodestra non ha voluto definire quali politiche pubbliche si debbano attuare nei prossimi anni per migliorare il rapporto tra la città e le attuali famiglie rom e sinte e affrontare i nuovi flussi migratori dall'Est che, con l'allargamento dell'Unione Europea, coinvolgeranno anche i nostri territori.La questione nomadi non può e non deve considerarsi solo come una questione di ordine pubblico o, con una parola oggi in voga, come un problema di legalità.E' indubbio che anche i rom e i sinti, come ogni altro cittadino, debbano rispettare le regole di convivenza che una comunità civile si è data e, qualora agiscano al di fuori delle norme, assumersene le conseguenze. Ed è altrettanto vero che non tutti i nomadi sono delinquenti.Il voler a tutti costi richiamare l'importanza della legalità non ci deve condizionare nel dire che noi tutti dobbiamo cercare di fare il possibile perché anche i rom e i sinti non siano svantaggiati nel lavoro, nell'alloggio, nell'istruzione e nella legislazione.Ai sensi dell'art. 2 della nostra Costituzione - la norma che sancisce il valore assoluto della persona umana - ogni zingaro, ogni rom o sinto, in quanto persona, ha diritto di vivere e di stabilirsi, di circolare e di permanere nel Comune ove risulta anagraficamente iscritto, al pari di ogni altro cittadino."Sono i Rom la popolazione più discriminata oggi in Europa, e subito dopo i cittadini dell'ex Unione Sovietica": è questa la conclusione cui è pervenuto il Centro Europeo di monitoraggio su razzismo e xenofobia voluto dall'Unione Europea.Non è facile essere dalla parte dei nomadi, ma il nostro sogno è di vedere una città che sappia uscire dall'indifferenza nei loro confronti e che creda che gli stessi rom e sinti, se sostenuti da precisi interventi urbanistici, sociali, culturali, scolastici e lavorativi all'interno dei quali loro stessi diventano attori e protagonisti, desiderano uscire da questa situazione di emarginazione ed esclusione.Non è possibile accettare che un'amministrazione, così come si è verificato approvando un ordine del giorno presentato dalla Lega Nord, Alleanza Nazionale e Forza Italia, decida di sgomberare il campo nomadi di Viale Circoli, senza proporre alcuna alternativa.Per questo abbiamo invitato all'Amministrazione affinché, invece di spendere migliaia di euro per il mantenimento e la gestione dei "campi", progetti soluzioni alternative e differenziate, con una ridistribuzione abitativa adeguata nel territorio e fatta con la consultazione e la scelta dei diretti interessati.Esistono esperienze di altre città dove famiglie nomadi hanno scelto collocazioni diverse da quella del campo sosta, sia acquistando terreni, sia acquistando case, sia entrando, avendo titolo, in appartamenti d'edilizia popolare. A Torino, ad esempio, il numero totale di persone uscite dalle aree di sosta per andare a vivere in casa è stato di circa 450 persone.Il populismo e la superficialità con cui la maggioranza di consiglieri comunali ha affrontato un tema che, pur difficile ed impopolare, una brava amministrazione deve saper governare, non hanno certo contribuito alla coesione sociale della nostra città che, ancora una volta, non ha saputo assumere il ruolo di guida per tutto il territorio ed i comuni contermini.Giovanni GiuliariCapogruppo consiliareLista Civica Vicenza Capoluogo
Pubblicato il 21/02/2006
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