La politica riconosca il prezioso ruolo delle Associazioni di rappresentanza delle imprese e degli operatori economici vicentini. Presidenza della Fiera SpA ad un bravo imprenditore o ad un capace libero professionista.La nostra lista civica Vicenza Capoluogo non riesce proprio a comprendere perché, dopo un percorso così approfondito ed attento da parte del Consiglio di Amministrazione e della Giunta dell'Ente Fiera - all'interno dei quali ricordiamo esservi rappresentanti anche del consiglio comunale e degli altri soggetti pubblici coinvolti nel progetto - ci sia stato più di qualcuno che ha voluto rinviare l'esame della libera comunale che sanciva finalmente la trasformazione dell'Ente Fiera di Vicenza in Società per Azioni.Noi tutti abbiamo presente quanto sia stato sofferto questo percorso e proprio perché è frutto di fatiche e mediazioni, siamo convinti che il nuovo statuto possa rappresentare la migliore soluzione possibile per poter dare un nuovo ed immediato futuro alla Fiera di Vicenza.Anche questa volta vorremmo contribuire al dibattito evitando di caricare questo tema di inutili polemiche e dietrologie: non è solo la Fiera di Vicenza, ma è tutto il sistema fieristico nazionale che sta cercando di ricollocarsi in uno scenario mondiale completamente cambiato.Certo, la stessa normativa nazionale e regionale obbliga gli Enti Fiera a trasformarsi in soggetti maggiormente elastici e competitivi, ma sono anche i nuovi mercati, le nuove esigenze dei clienti e degli espositori, l'offerta di nuovi servizi fieristici che obbligano ad un ripensamento degli Enti fieristici e quindi anche della nostra Fiera di Vicenza.Noi pensiamo che la politica non debba invadere qualsiasi campo della società e che debba avere la saggezza e l'umiltà di valorizzare e riconoscere la competenza e la conoscenza di altri attori che operano nell'interesse del territorio e della comunità locale.Crediamo che un Consiglio Comunale più che addentrarsi in norme statutarie o in piani industriali - per i quali esistono professionisti sicuramente più capaci e competenti - debba preoccuparsi di verificare se esistono le condizioni urbanistiche, di mobilità, infrastrutturali, amministrative affinché una Fiera possa continuare a produrre ricchezza per il suo territorio.In tal senso riteniamo fondamentale non ritardare in alcun modo la trasformazione della Fiera di Vicenza in SpA in quanto l'economia e il mondo dell'impresa non possono sempre viaggiare con i tempi lunghi della politica. E non sono solo le imprese ad avere bisogno di maggiore velocità, ma anche i cittadini e l'intera comunità civile.Ripensare la Fiera di Vicenza significa ripensare anche allo sviluppo della nostra città e della nostra provincia: la Fiera, qualsiasi Fiera, incide sui fattori di sviluppo della città, del territorio, della vita dei cittadini, della cultura, della società e delle imprese.Per Vicenza la Fiera, dopo le bellezze palladiane, è una delle istituzioni che la caratterizzano: come si può non desiderare che la Fiera cresca, che faccia un salto di qualità, che accompagni ancora una volta lo sviluppo economico, sociale e culturale della città?Ma per questo è necessario che la politica faccia un passo indietro, abbandoni questa sua esagerata sete di potere e lasci anche ad altre forze vive della società la capacità e la responsabilità di gestire importanti e delicate istituzioni cittadine. La politica non può certamente allontanarsi dalla Fiera né tanto meno sottovalutarla o considerarla quasi esclusiva competenza del mondo imprenditoriale. Anzi, la politica forse deve rivalutare questo importante settore a cominciare da una maggiore attenzione ai requisiti di competenza nelle nomine per la gestione della Fiera stessa, da una più alta sensibilità ai risultati economici e all'efficienza dell'Ente fieristico stesso.Se va ripensata la Fiera di Vicenza, va rivisto anche il rapporto del Comune con la Fiera che più che a ridursi ad una continua lotta di potere tra le diverse forze politiche, deve svilupparsi in una migliore qualità di vita amministrativa capace di realizzare indispensabili e tempestive infrastrutture a supporto della Fiera, una moderna ed efficiente organizzazione dei servizi pubblici e della mobilità, al fine di consentire e agevolare la fruibilità delle attività ed iniziative poste in essere nell'ambito dei padiglioni fieristici.Un Comune che ripensa al suo ruolo con la Fiera significa che intende accompagnare lo sviluppo della nuova Società attraverso l'attivazione di relazioni e contatti che possano portare nuovi finanziatori e investitori e soprattutto ad attuare una strategia capace di aggregare imprese e banche, pilastri fondamentali per il futuro fieristico vicentino.L'autorevolezza di un Sindaco di una città capoluogo e di un Presidente della più ricca provincia del Nordest deve essere indirizzata verso azioni amministrative e politiche a supporto e a latere di quelli che sono e saranno i progetti che gli amministratori della nuova Fiera andranno a realizzare.La Fiera non può e non deve diventare il luogo di rifugio di politici che, di fronte al rischio o all'impossibilità di vedere riconfermata la fiducia degli elettori, cercano di trovare in essa il perpetuarsi della loro presenza, o meglio della loro permanenza a vita nello scenario cittadino.La Fiera di Vicenza per continuare a produrre sviluppo dovrà essere presieduta da persone competenti e a conoscenza di quelle che sono le problematiche delle imprese, dei mercati, del sistema fieristico in generale.Al suo vertice ci vogliono bravi imprenditori o liberi professionisti sostenuti non solo dalle categorie economiche e dagli ordini professionali, ma anche dalla politica, da quella politica "nuova" che oramai da troppi anni i cittadini di Vicenza attendono di veder nascere e concretizzarsi.Per la nuova Fiera passa un appuntamento politico che può tracciare una strada coraggiosa e innovativa per tutte le forze partitiche: il riconoscimento del prezioso ed importante ruolo delle Associazioni di rappresentanza delle imprese e degli operatori economici vicentini. Un riconoscimento che può avvenire solamente con l'affidare la presidenza e il governo della Fiera SpA ad un imprenditore o ad un libero professionista capace di essere riconosciuto da tutti come persona competente, onesta, al servizio delle imprese e del territorio.Ci auguriamo che quanto accaduto in questi giorni in cui, ancora una volta, la politica non ha saputo stare al passo della società e dell'economia vicentina, non sia dovuto all'ennesima lite per la spartizione delle sedie. Se così fosse, non avremmo certo una Fiera nuova.Giovanni Giuliari, Stefano Soprana, Carla ZuinGruppo consiliareLista civica Vicenza Capoluogo
Pubblicato il 21/12/2006
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