Variante zona industriale: cosi' governa il centrodestra

Decidere in pochi, decidere in fretta, decidere da soli.Ha ragione l'assessore all'urbanistica Maurizio Franzina quando dice che il Veneto e Vicenza hanno sempre avuto un ruolo leader nello sviluppo economico e che di fronte alla situazione odierna anche una nuova destinazione urbanistica della zona industriale può aiutare a creare nuove occasioni di lavoro e di occupazione.Tutte osservazioni giuste e condivisibili, ma da sempre la nostra lista civica Vicenza Capoluogo si è posta e si pone il problema di come si costruiscono le decisioni amministrative. Chi decide la vocazione economica futura della zona industriale? Quali scelte di sviluppo industriale è opportuno fare? Tutti parlano di innovazione e ricerca, di nano tecnologie, di sistemi produttivi avanzati, ma quali nuovi edifici produttivi dovranno essere insediati nella nuova zona industriale? Perché l'Amministrazione Comunale non propone un disegno, un progetto di sviluppo economico condiviso dalle categorie economiche, dalla Camera di Commercio, dall'Ente Fiera, dalla stessa Università? Quale il piano di sviluppo industriale condiviso? Quali sono le risorse umane e finanziarie che potranno caratterizzare la nuova economia vicentina? Quali sono le riflessioni del Piano strategico della provincia che possono tornare utili al riguardo e fare così un disegno di proiezione futura chiara e serena? A queste domande la proposta di delibera sulla variante della zona industriale in discussione in questi giorni in Consiglio Comunale non dà risposta nonostante che gli imprenditori, il mondo economico, gli stessi cittadini chiedano certezze e sicurezze e non tanto provvedimenti improvvisati e affrettati.Appare chiaro oramai che questo è il modo di governare del centro destra: decidere in pochi, decidere in fretta, decidere da soli.In questi mesi c'era tutto il tempo per arrivare ad una delibera condivisa, non solo dalla stessa maggioranza, ma da tutta la città e le sue componenti.E' anche questo che differenzia le due coalizioni: chi vuole un'urbanistica partecipata e chi vuole invece un'urbanistica chiusa, oscura, senza alcuna passione e coscienza civica.Non si può più, ad esempio, rimandare il confronto con i Comuni contermini. Anche in questi giorni abbiamo sentito il sindaco di Caldogno lamentarsi per la chiusura unilaterale della strada statale Pasubio presa dal nostro Comune senza alcun coinvolgimento dei Comuni contermini. Questa Amministrazione non può continuare a rimandare al domani quella che deve diventare una priorità: la collaborazione con i comuni contermini.Essere troppo chiusi al proprio interno, guardarci l'ombelico, ci fa perdere contatto con la realtà. Non ci venga dire l' assessore Franzina, citando Verona e Padova, che è Vicenza Ovest il portale della città: ma guardi questo nostro territorio, guardi l'area industriale in questione. Non inizia a Vicenza Ovest, ma a Montecchio Maggiore: lì inizia il portale, lì inizia la nostra città. E' anche con quei comuni che gravitano in quella zona che dobbiamo costruire la nuova zona industriale. A questo modo di governare del centro destra noi non ci stiamo: il nostro territorio, i comuni contermini, il mondo produttivo e la nostra comunità locale meritano più rispetto.Giovanni GiuliariCapogruppo consiliare Lista civica Vicenza Capoluogo

Pubblicato il 25/02/2005

Etichette: urbanistica giuliari giovanni


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