Vicenza Capoluogo al 1° convegno residenziale di studi delle ACLI vicentine

Questo l'intervento di Giovanni Giuliari, capogruppo consiliare della lista civica Vicenza Capoluogo, al 1° Convegno residenziale di studi delle ACLI Vicentine tenutosi a Tonezza dal 6 all'8 ottobre 2006 sul tema "Lavoro e sviluppo della persona nel Nordest: binomio ancora possibile?":Buon pomeriggio a tutti,ringrazio il presidente Andrea Luzi per avere invitato in questo 1° Convegno di studi delle ACLI Vicentine anche chi è espressione di una presenza politica e amministrativa diversa da quella tradizionale dei partiti.La mia presenza infatti vuole testimoniare l'impegno di molti cattolici che, attraverso la creazione di associazioni e liste civiche, sono oggi presenti in diversi paesi e città della provincia e del nostro Paese e hanno saputo esprimere sindaci, assessori e consiglieri comunali e regionali, presidenti di regione.Vi ringrazio anche per il fatto che con questa tavola rotonda mi date le possibilità di fermarmi, di sostare, di sospendere per qualche ora l'invasivo impegno di consigliere comunale della città capoluogo per ritornare ad apprezzare anche la fase dell'ascolto e della formazione.Ben venga quindi questa vostra idea di dare inizio ad un percorso formativo annuale che trovi il suo fondamento nella dottrina sociale della chiesa: sono certo che potrà diventare uno "spazio aperto" dove laici, socialmente e politicamente impegnati, di ogni tendenza, potranno confrontarsi tra loro per formarsi culturalmente ed assumersi anche qualche responsabilità diretta nell'accompagnare lo sviluppo futuro della nostra comunità civile e del nostro territorio.Sono certo che la tavola rotonda che seguirà ci fornirà spunti utili per il nostro impegno quotidiano in quanto affronta il tema del lavoro evidenziando tre componenti importanti della società: mi auguro che il nostro territorio, le nostre associazioni, le forze politiche e sindacali, le nostre municipalità ritornino non solo ad attuare queste politiche per i giovani, per le donne e per gli immigrati, ma con i giovani, con le donne, con gli immigrati. Sempre più infatti la nostra comunità civile ha la necessità di passare da una democrazia del consenso ad una democrazia della partecipazione. In questa direzione credo che anche le ACLI, per la loro storia e il loro impegno, possano dare un prezioso contributo in un momento difficile come questo in cui nella vita politica vicentina e italiana sussistono vere e proprie "baronie" che sono un ostacolo serio alla democrazia interna dei partiti a al loro rinnovamento. Con la nuova legge elettorale il rinnovo della classe dirigente è oggi più problematico di prima e l'autoreferenzialità dei partiti – la vicenda della nuova base americana a Dal Molin ne è un'ulteriore dimostrazione - sta raggiungendo livelli preoccupanti.Solo una democrazia della partecipazione potrà aiutare il nostro Paese e lo stesso Nordest a far si che il lavoro e lo sviluppo integrale della persona percorrino strade nuove con una classe dirigente nuova.Vi ringrazio dell'attenzione e Vi auguro che questo 1° Convegno di Studi porti i frutti sperati. Grazie

Pubblicato il 07/10/2006

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